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Viterbo - Nati (Flai Cgil), Piferi (Fai Cisl) e Biagioli (Uila): "Serve un tavolo per definire nuove regole, è quanto deciso in prefettura"

“Braccianti e alte temperature: più controlli e un numero verde per le segnalazioni”

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Viterbo – “Intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, ispettorato del lavoro e Asl, apertura di un tavolo presso la Asl tra organizzazioni datoriali e sindacati dei lavoratori per definire regole e indicazioni per ridurre l’esposizione prolungata alle alte temperature anche tra le ore 12,30 e le 16 e istituzione di un numero verde dove segnalare le violazioni dell’ordinanza regionale”. Marco Nati, Flai Cgil, Andrea Piferi, Fai Cisl, e Antonio Biagioli, Uila Lega comunale.

Marco Nati, Antonio Biagioli, Andrea Piferi e Daniele Camilli

Marco Nati, Antonio Biagioli, Andrea Piferi e Daniele Camilli


Sono questi i risultati del tavolo convocato dalla prefettura su richiesta dei sindacati Flai, Fai e Uila per discutere di lavoro bracciantile e alte temperature. Tavolo che si è tenuto oggi pomeriggio a palazzo del Governo a Viterbo, in piazza del comune.

Qualche giorno fa l’ordinanza del presidente della regione Lazio con cui si vieta, come sta scritto nel documento, “il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12,30 alle ore 16, con efficacia immediata e fino al 15 settembre 2025, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo e florovivaistico”.

Al tavolo in prefettura, assieme a Nati, Piferi e Biagioli, ci sono il prefetto Gennaro Capo, il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Friano, il comandante provinciale della guardia di finanza Carlo Pasquali, la responsabile dell’ispettorato del lavoro Elda Gente Magnani, la responsabile del servizio prevenzione e salute del lavoro della Asl Rita Leonori, i rappresentanti della questura, il presidente della Cia Sergio Del Gelsomino, Paolo Tozzi di Coldiretti, la vice presidente di Confagricoltura Bettina Sabatini e il segretario organizzativo della Uila Viterbo Daniele Camilli.

“Il numero verde – spiegano poi Nati, Piferi e Biagioli – verrà istituito presso carabinieri, questura, finanza, ispettorato del lavoro e Asl. A fare le segnalazioni saranno direttamente i sindacati. Invitiamo pertanto tutti i braccianti a contattare Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Viterbo laddove dovessero riscontrare una violazione dell’ordinanza regionale che vieta di lavorare tra le 12,30 e le 16”.

“Un incontro importante e costruttivo – dice Nati della Flai Cgil -. Un tavolo che ha registrato l’impegno congiunto da parte delle istituzioni e tutti i soggetti coinvolti ad affrontare concretamente la problematica”.

Durante l’incontro in prefettura i sindacati hanno presentato una proposta di protocollo con tutta una serie di misure da proporre alle aziende per evitare l’esposizione prolungata alle alte temperature, anche tra le ore 12,30 e le 16.

“Protocollo – sottolineano i sindacalisti – da cui partiremo per definire regole e indicazioni al tavolo con le organizzazioni datoriali presso la Asl. Tavolo che verrà convocato a breve”.

“Piena soddisfazione per i risultati dell’incontro in prefettura – prosegue Piferi della Fai Cisl -. Un protocollo, quello che abbiamo presentato accolto positivamente da tutte le parti. Un protocollo che, come il prefetto stesso ha evidenziato, che rappresenta un ottimo di partenza per trovare soluzioni positive e definire un vero e proprio vademecum che permetta alle aziende e ai braccianti di lavorare in sicurezza”.

Nel protocollo si definiscono strategie e protezioni individuali per i lavoratori, pianificazione e risposta alle emergenze, riorganizzazione dei turni di lavoro e la proposta di far diventare tutto questo parte integrante del contratto provinciale vigente degli operai agricoli della Tuscia.

“Voglio innanzitutto esprimere un ringraziamento sentito al prefetto Gennaro Capo – conclude Biagioli della Uila Viterbo – per la sensibilità mostrata sull’argomento del lavoro bracciantile e delle alte temperature. Va poi detto che l’ordinanza regionale sulle alte temperature è un’ordinanza monca perché alle ore 11 o alle 17 non fa meno caldo che alle 12,30 o alle 16. La soluzione non sta solo nei divieti, ma anche nella definizione di provvedimenti strutturali attraverso cui rimodulare gli orari di lavoro e potenziare i dispositivi di protezione individuali.

Ci auguriamo infine che quanto previsto nel protocollo che abbiamo presentato in prefettura diventi una prassi consolidata e le misure individuate inserite nel contratto provinciale di lavoro dei braccianti. La soluzione migliore per aziende e lavoratori”.


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10 luglio, 2025

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