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Viterbo - La misura disposta dal giudice dopo la convalida dell'arresto

Rapina al bar dell’ospedale, domiciliari per il 53enne che ha colpito con un pugno la cassiera

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Il tribunale

Il tribunale

Viterbo – È stato convalidato venerdì l’arresto del 53enne romano che mercoledì scorso ha colpito al volto una dipendente del bar dell’ospedale di Viterbo e ha rubato una cassettina con l’incasso. Per l’uomo, domiciliato nella provincia, sono scattati gli arresti domiciliari a Fabrica di Roma.

Il fatto è avvenuto il 9 luglio intorno alle 16. L’uomo, la mattina dello stesso giorno, si trovava all’interno dell’ospedale Santa Rosa, dove era stato portato dai sanitari del 118 dopo essere stato denunciato dai carabinieri per un furto. Poco prima delle 15,30 si è allontanato dal pronto soccorso senza avvisare nessuno e si è diretto verso il bar che si trova al piano terra. È entrato nell’ufficio dove gli addetti custodivano il denaro e ha preso una cassettina con circa 300 euro.

A dare l’allarme è stata una dipendente, insospettita dal suono che si è attivato all’apertura della porta. La donna è andata a controllare e si è trovata davanti l’uomo, che l’ha colpita con un pugno in faccia prima di fuggire. La vittima è stata soccorsa e portata al pronto soccorso, dove i medici le hanno riscontrato lesioni guaribili in 15 giorni.

La fuga però è durata poco. La polizia ha subito avviato le ricerche e l’uomo è stato riconosciuto a San Martino al Cimino da un’operatrice della scientifica impegnata nelle indagini. Gli agenti della squadra mobile sono arrivati subito sul posto: il 53enne ha provato a scappare ma è stato bloccato. Addosso aveva ancora l’intera refurtiva. Arrestato, è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha deciso per i domiciliari.


– Rapina al bar dell’ospedale Santa Rosa, uomo colpisce la cassiera e fugge con l’incasso


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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13 luglio, 2025

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