Barbarano Romano – Scoperta della tomba intatta nella necropoli di Caiolo, presentato ieri il corredo funebre. Ieri mattina, sabato 12 luglio, al museo delle necropoli rupestri di Barbarano Romano si è tenuta la presentazione ufficiale del corredo rinvenuto nella nuova tomba della necropoli di Caiolo, scoperta nel corso della campagna archeologica Sgarp 2025.
Barbarano Romano – Scoperta della tomba intatta nella necropoli di Caiolo, presentato ieri il corredo funebre
L’evento, organizzato in collaborazione tra la Baylor University, Virgil Academy, il parco Marturanum, la soprintendenza archeologica e il comune di Barbarano Romano, ha visto la partecipazione di studiosi, cittadini e istituzioni. Tra le autorità presenti anche il presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, che ha sottolineato l’importanza della scoperta per la valorizzazione del territorio. “Un patrimonio che ci ricorda quanto sia ricca la nostra storia– ha detto Romoli – e quanto sia fondamentale investire nella ricerca e nella tutela dei beni culturali”.
Barbarano Romano – Scoperta della tomba intatta nella necropoli di Caiolo, presentato ieri il corredo funebre
La tomba, perfettamente sigillata, ha restituito un corredo straordinariamente integro composto da ceramiche attiche, brocche, kyathoi, olpai e altri recipienti risalenti al VI secolo a.C., in perfetto stato di conservazione. Le immagini diffuse nel corso della presentazione mostrano vasi dipinti e manufatti etruschi disposti come furono lasciati più di 2.500 anni fa.
Barbarano Romano – Scoperta della tomba intatta nella necropoli di Caiolo, presentato ieri il corredo funebre – Alessandro Romoli
Il ritrovamento è avvenuto grazie al lavoro degli studenti e dei ricercatori impegnati nella Summer graduate archaeological research project (Sgarp), diretta dal professor Davide Berruti e sostenuta dalla Baylor University.
Il museo di Barbarano Romano ospiterà una selezione dei reperti esposti anche nei prossimi mesi, offrendo così al pubblico la possibilità di ammirare da vicino i frutti di una delle campagne di scavo più significative degli ultimi anni nel Lazio.
Un’occasione per rafforzare il legame tra ricerca, territorio e comunità.
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