Viterbo – In un anno la provincia di Viterbo è salita dal 57esimo al 48esimo posto nella classifica nazionale dei reati ambientali. Un dato che, nel rapporto “Ecomafia 2025” di Legambiente, traduce l’aumento di tutte le voci d’illegalità ambientale nel Viterbese: 200 i crimini accertati nel 2024 contro i 133 del 2023, 228 persone denunciate (quasi il doppio rispetto all’anno precedente), un arresto e 46 sequestri.
Il settore più colpito è quello dei rifiuti, con 79 reati, 96 persone denunciate, un arresto e 35 sequestri. Peggiore però è il dato sugli incendi dolosi: 70 episodi, 5 denunciati, 2 sequestri, che proiettano la provincia al 13esimo posto nazionale. Più contenuta la situazione nel ciclo del cemento (54esimo posto) e nei reati contro gli animali (75esimo). Nessun illecito rilevato nell’archeomafia.
Nel confronto regionale, Viterbo si colloca comunque meglio di Roma (4ª con 1.021 reati) e Latina (14ª con 613), ma peggio di Rieti (60ª con 140 episodi). Il quadro generale del dossier è allarmante: nel 2024 in Italia sono stati accertati 40.590 reati ambientali (+14,4%), oltre 111 al giorno. Aumentano anche le persone denunciate (37.186, +7,8%) e le inchieste per corruzione ambientale (+17,3%).
“L’Italia deve accelerare il passo contro la criminalità ambientale”, ha commentato il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, chiedendo il recepimento della direttiva Ue sulla tutela penale dell’ambiente entro il 2026.
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