Il comitato, nato 13 anni fa, è tornato in piazza con soci e attivisti per difendere il diritto a un’acqua pubblica utilizzabile e potabile, e per protestare contro la gara con cui si intende privatizzare il 40% delle azioni della società Talete.
Decine i partecipanti al sit in, molti dei quali in accappatoio e con bottiglie di plastica, simbolo di una condizione che costringe i cittadini a ricorrere all’acqua confezionata.
Massimiliano Gualdi, rappresentante del comitato Uniti per l’acqua pubblica di Fabbrica di Roma
Piero Arcangeli, per Rifondazione comunista – circolo di Viterbo, e Franco Marinelli, attivista della prima ora del comitato, hanno aperto l’iniziativa: “Si sta privatizzando l’acqua – hanno detto – ma questo è un provvedimento che deve essere discusso con i cittadini. Stamattina abbiamo inviato una lettera aperta. E questo incontro speriamo dia l’avvio al coinvolgimento dei cittadini riguardo le scelte che riguardano la loro salute, la salute pubblica”.
Gualdi ha mostrato l’ordinanza con cui il comune di Fabbrica di Roma vieta l’utilizzo dell’acqua anche per l’igiene personale.
Numerosi gli interventi di rappresentanti di associazioni e semplici cittadini su un tema che, come ribadito dai partecipanti, tocca da vicino la vita quotidiana e la salute collettiva.
Irene Temperini
Antonella Litta, rappresentante dell’associazione Medici per l’ambiente
Paola Celletti, referente del comitato Noi non ce la beviamo
Egregi amministratori, la situazione del servizio idrico nella Tuscia è drammatica: da una parte rubinetti a secco e presenza di contaminanti pericolosi come arsenico, fluoruri, inquinamento batterico, dall’altra tariffe alle stelle anche quando l’acqua è inutilizzabile.
Ormai è sotto gli occhi di tutti come il modello privatistico di Talete SpA non abbia saputo rispondere alle esigenze del territorio: le dispersioni idriche sfiorano il 50%, numerosi sono i Comuni dove restano attive le ordinanze di non potabilità dell’acqua e frequenti sono gli sforamenti dei limiti previsti dalla legge.
I cittadini sono in balia di disservizi e di acqua rischiosa per la salute. È chiaro che non sarà la cessione di un pacchetto azionario della società ad un operatore privato che potrà risolvere decenni di mancati interventi nella rete, nella dearsenificazione e nella depurazione, anzi la nostra preoccupazione è che potrebbero verificarsi nuovi aumenti delle tariffe pur permanendo gli attuali disservizi, anche vista l’esperienza di AceaATO5 Frosinone.
A maggior ragione, questo si potrebbe verificare in un territorio come il nostro, colpito da una problematica specifica che altre province non hanno e cioè la contaminazione da arsenico, cancerogeno di classe 1.
Sono anni che chiediamo di formalizzare la richiesta di un tavolo con le Istituzioni statali e regionali, per affrontare il problema di carattere sanitario che la vicenda della contaminazione da arsenico nell’acqua imporrebbe a fronte della Sentenza della Corte Europea del 7 settembre 2023, in considerazione dell’allarme lanciato dai medici dell’ISDEsul rischio per la salute e il preoccupante tasso di mortalità nella provincia di Viterbo, ma nulla è stato fatto in questo senso.
Lo Stato Italiano, condannato per violazione dei limiti di potabilità dell’acqua proprio in alcuni Comuni della Tuscia, ha il dovere di intervenire con fondi specifici e contributi pubblici per salvaguardare la salute della popolazione.
Come comitato, vogliamo rinnovare le nostre richieste già in precedenza avanzate per dare un contributo costruttivo alla discussione:
– Richiesta di un tavolo con le Istituzioni nazionali e regionali per affrontare il problema di carattere sanitario che la vicenda della contaminazione da arsenico nell’acqua pone, a fronte della Sentenza della Corte Europea del 7 settembre 2023 e dell’allarme lanciato dai medici dell’ISDE sul rischio per la salute e sul preoccupante tasso di mortalità nella provincia di Viterbo.
– Valutazione di fattibilità del progetto basato sugli Studi dell’Università della Tuscia per la captazione di acqua potabile nella zona dei Monti Cimini e in altre zone della Tuscia.
– Valutazione di nuove metodologie per il filtraggio di arsenico più convenienti e non inquinanti, come ad. es. lemembrane di origine organica presentate al convegno dell’ISDE di Giugno u.s.
– Una capillare, trasparente e tempestiva informazione alla popolazione circa le analisi dell’acqua e le ordinanze di non potabilità; diffusione non solo attraverso i canali telematici (a cui non tutti hanno accesso) dello stato delle acque in ciascun Comune, implementando una rete di informazione che possa raggiungere tutti i cittadini.
– Rifornimento di acqua potabile nelle zone colpite da ordinanze di non potabilità, con particolare attenzione ai bambini, agli anziani, ai disabili, alle donne in gravidanza, alle scuole, agli uffici pubblici e agli esercizi commerciali.
– Sostituzione/ ammodernamento della rete idrica territoriale ormai vetusta (quella attuale perde quasi il 50% dell’acqua captata).
– Diffusa informazione ai cittadini, anche attraverso forme partecipative, sullo stato dei lavori, sui progetti in atto finanziati dalla Regione Lazio, nonché sui progetti relativi al PNRR, compresi quelli mirati alla depurazione delle acque reflue nella nostra provincia.
– Rilevazione preventiva della disponibilità di acqua in tutti i pozzi e bacini che riforniscono la popolazione con un attento monitoraggio batteriologico e chimico.
– Stretto controllo sulle procedure di potabilizzazione.
– Censimento aggiornato dei pozzi esistenti anche al fine di contrastare eventuali prelievi abusivi.
– Sgravi della bolletta per i giorni in cui il servizio di erogazione è stato interrotto e nei periodi di non potabilità dell’acqua, a partire dalla data delle analisi che superano i limiti consentiti.
– Per ultimo, ma non per importanza, chiediamo di revocare la gara a doppio oggetto per la cessione del 40% delle quote di Talete SpA ad un operatore privato.
Questa proposta è suffragata dalle esperienze di privatizzazione già effettuate in altri territori, le quali hanno aumentato ancor più i costi dell’acqua a carico dei cittadini pur permanendo in essere i disservizi. Nel nostro territorio la privatizzazione sarebbe ancor più penalizzante per i motivi su esposti.
Inoltre, in un momento di mutamenti climatici, occorre avere la massima cura di questa risorsa vitale e non mercificarla mettendola nelle mani della speculazione e del profitto. Quando si parla di acqua, si parla di garanzia della salute e salvaguardia delle future generazioni.
Gli italiani si sono espressi chiaramente rispetto a questo argomento attraverso il Referendum del 2011 e voi, Amm.ri della Tuscia, non potete tradire il voto popolare.
L’accentramento del servizio in mano ad un unico gestore su base provinciale ha portato alla grave situazione di oggi.
Occorre invece lavorare per restituire l’acqua ai territori e alle Comunità che li abitano, dando corpo e gambe all’unica Legge che ha recepito i contenuti del Referundum ma che è ancora bloccata in Regione, la Legge 5/2014.
Auspicando che queste richieste siano valutate urgentemente con la massima attenzione, chiediamo un incontro con le Autorità in indirizzo.
Disponibilità e garanzia di salubrità dell’acqua come condizione essenziale per la salute e accessibilità assicurata a tutti: questa è la sfida che ci attende, per cui occorre mettere l’acqua ai primi posti dell’agenda politica.
Si resta in attesa di riscontro e si porgono distinti saluti.
Pier Giuseppe Arcangeli – Viterbo
Katharina Baumann – Civitella d’Agliano
Valerio Biondi – Consigliere comunale Civita Castellana
Rita Bonanni – Consigliere comunale Ronciglione
Valentina Bruno – Caprarola
Salvatore Carosi – Sutri
Antonella Carpegna – Civitella d’Agliano
Yuri Cavalieri – Consigliere comunale Civita Castellana
Paola Celletti – Viterbo
Ernesto Cesarini – Consigliere comunale Tarquinia
Francesca Corniglia – Consigliera comunale Montalto di Castro
Fiorenza Cursi – Sutri
Gianni Fallini – consigliere Univ. Agraria Bassano Romano
Ebe Giovannini – Comitato Demetra di Vetralla
Gianluca Gregori – Consigliere comunale Vallerano
Massimiliano Gualdi – Fabrica di Roma
Francesco Lombardi – Civitella D’Agliano
Anna Maghi – Civitella D’Agliano
Franco Marinelli – Viterbo
Otello Marinozzi – Civita Castellana
Gabriella Norcia – Vetralla
Emanuela Petrolati – Bassano Romano
Valeria Piccioni – Vitorchiano
Ugo Pierallini – Vice Sindaco Bassano Romano
Daniela Pinardi – Consigliera comunale Civita Castellana
Roberta Piroli – Consigliera comunale Tarquinia
Rosanna Santa Maria – Sutri
Suzanne Santoro – Capranica
Luigi Telli – Viterbo
Alessandro Tizi – Consigliere comunale Tuscania
Nunziata Tomasello – Viterbo
Marco Visconti – Orte
Associazione Erinna – Viterbo
















