Viterbo – “Il diritto alla mobilità è garantito dalla Costituzione e va tutelato ogni giorno, nei fatti. Per questo oggi, durante la seduta del consiglio provinciale di Viterbo, ho espresso tutta la mia preoccupazione per le gravi ricadute che la delibera n.178/2024 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti rischia di avere sui pendolari del nostro territorio”. Così il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, Enrico Panunzi, a margine della riunione a palazzo Gentili sulle criticità dei servizi ferroviari.
Viterbo – Enrico Panunzi in consiglio provinciale
“Il provvedimento, nato per consentire lo svolgimento dei lavori sulla Direttissima, sta di fatto diventando strutturale – prosegue -. Dal 1° gennaio 2026 – con l’ipotesi, addirittura, di un anticipo a dicembre 2025 – i treni regionali saranno esclusi dalla linea Direttissima Roma-Firenze. La decisione, contenuta anche nel Prospetto Informativo della Rete 2026 di RFI, elimina la deroga che oggi permette la circolazione dei regionali a 160 km/h, imponendo un limite minimo di 200 km/h. Ma i nuovi treni regionali ad alta velocità ordinati dalla regione Lazio non sono ancora arrivati”.
Così la denuncia e la richiesta di intervento. “La situazione è grave. Se non si interviene in tempo, lavoratori e studenti che ogni giorno si spostano da e verso Roma si troveranno a subire tempi di percorrenza allungati anche di oltre 80 minuti al giorno. Uno stress psicologico e fisico non più sostenibile. Ecco perché chiedo con forza che la regione Lazio avanzi ufficialmente una richiesta di proroga di almeno un anno all’entrata in vigore della delibera. Serve tempo per ricevere e mettere in servizio i quattro treni progettati proprio per quella tratta.
Enrico Panunzi alla stazione Tiburtina
Ho vissuto personalmente quello che vivono i pendolari ogni giorno. Ho viaggiato con il Comitato da Roma Tiburtina a Viterbo: il treno delle 17 era strapieno, senza aria condizionata. Tutti salgono su quel convoglio nella speranza che percorra la Direttissima. Ma lo si scopre solo strada facendo. Abbiamo poi preso il treno delle 17,36, completamente vuoto, che pure dovrebbe viaggiare sulla veloce. Invece viene deviato sulla lenta, nonostante sia pagato per una prestazione diversa. È inaccettabile.
Le persone non possono continuare a vivere nell’incertezza. Partenze e arrivi sono garantiti, ma nessuno assicura i tempi di percorrenza. È un paradosso, è un’Odissea quotidiana. Serve una presa di posizione chiara da parte di tutti.
Il 7 luglio ho presentato un’interrogazione urgente in regione per chiedere interventi immediati. Ma ora è necessario fare un passo concreto: ottenere una proroga alla delibera dell’ART, come fronte compatto. Lo dobbiamo per la dignità dei lavoratori, degli studenti, di chi ogni giorno si affida al trasporto pubblico. Mettiamoci nei loro panni. Difendere i pendolari significa difendere la giustizia sociale. È una battaglia che va combattuta insieme” conclude Panunzi.
Articoli: Panunzi: “Da Tiburtina a Orte, il treno delle 17,30 è un carro bestiame inutilizzabile” – Panunzi: “Treni regionali esclusi dalla linea direttissima, danneggiati studenti e lavoratori”
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