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Viterbo - Ieri sera ospite del Tuscia Film Fest l’attore comico marchigiano

L’uragano Giorgio Montanini travolge piazza San Lorenzo

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Viterbo – Tuscia film fest, sul palco di piazza San Lorenzo, dopo la proiezione del film “Nonostante” di Valerio Mastandrea, Montanini ha raccontato con ironia e profondità la sua esperienza di vita, tra coma, cinema e stand-up comedy.

Giorgio Montanini

Giorgio Montanini


Insieme al regista Giacomo Nencioni, il comico e attore Giorgio Montanini ha travolto con le sue battute e la sua ironia il pubblico numeroso e divertito di piazza San Lorenzo, dopo la proiezione del film Nonostante del regista Valerio Mastandrea, in cui ha recitato.

“Sono stato in coma un mese e mezzo”, esordisce Montanini, raccontando come è stato coinvolto nel film. “Venti giorni dopo essere uscito dal coma, Mastandrea mi ha proposto di fare un film che parlava della stessa esperienza. Il film parlava praticamente di me. L’ho preso come un segno e ho accettato”.

La regia del film Nonostante è di Valerio Mastandrea che – racconta Montanini – “è una persona eccezionale, che cura e mantiene i rapporti umani, sempre. In questo film non c’è aderenza al reale. E poi per me è il primo film in cui non muoio e non vado in galera”.

Giorgio Montanini con il regista Giacomo Nencioni sul palco del Tuscia film fest

Giorgio Montanini con il regista Giacomo Nencioni sul palco del Tuscia film fest


Una pellicola poetica, che affronta diversi temi: l’amore, la paura della morte ma anche quella della vita… con la difficoltà di comunicare e di essere pienamente se stessi. “Il film utilizza il soprannaturale per liberare i sentimenti dalle sovrastrutture. Il soprannaturale non è il succo del film ma un espediente”.

Montanini racconta poi con autoironia la sua esperienza da attore: “Divento comico per vie traverse, ma ho studiato tanto: cinema, recitazione, doppiaggio, dizione. Poi però ho sempre fatto il comico. E adesso, quando mi chiamano per fare un film, io gli dico: ‘Aò, siete sicuri?’ Ma loro insistono. E allora gli dico: ‘Se me chiamate, io vengo’. È incredibile, vi rendete conto? Io sono stato quattro volte a Venezia… a Venezia! Neanche Mastroianni è stato quattro volte a Venezia. E poi a Venezia non sono mai andati i film dove si ride. A Venezia ci vai se nel film qualcuno s’ammala, se mòre. Se stai male vai a Venezia”.

Giorgio Montanini

Giorgio Montanini


Il pubblico ride e si scioglie, stimolando Montanini con osservazioni e domande. Ma una se la fa da solo: “Avete visto quanto ero grosso? Nel film pesavo 50 kg di più, perché ho iniziato le riprese prima della riabilitazione e del dimagrimento. Diciamo che ho vissuto una vita sregolata fino a che la vita stessa mi ha messo un freno. Da quell’esperienza ho imparato ad avere molto più rispetto della vita e a vivere con semplicità la quotidianità. Ogni anno porto in scena uno spettacolo nuovo. Tutti i comici sono venuti a trovarmi negli spettacoli – ride – diciamo che la metà sperava che io morissi”.

Il regista Giacomo Nencioni

Il regista Giacomo Nencioni


Poi si fa più serio raccontando un percorso che non è stato affatto facile: “Quindici anni fa ho iniziato con la stand-up comedy. Non è stato facile, soprattutto i primi anni. Nei percorsi artistici sei solo contro tutti: servono medici, panettieri, ma non comici e attori. Ed è difficile per questo, perché tu a tutti i costi devi guadagnarti quello spazio, devi arrivare. Se raggiungi lo scopo della tua vita, sei morto. È l’inquietudine che tiene in vita un artista. All’inizio ho avuto grossi problemi, poi quella fame si acquieta e impari a sopportare gli altri. È difficile essere amici in questo campo perché l’arte è guerra e ognuno ha bisogno di imporsi. L’artista si autodistrugge perché è incapace di gestirsi. Io ho litigato con tutti. A parte La7, le tv mi hanno cacciato tutte. La7 me la lascio per la pensione. A Salvini, in una trasmissione, gli dissi: ‘Non me la prendo con te ma con l’insegnante di sostegno’”.

Giorgio Montanini


Uno spettatore lo sollecita a raccontare un episodio che lo ha visto coinvolto a Orvieto. “Quando qualche tempo fa sono andato al Mancinelli di Orvieto, gestito da Pino Strabioli, qualcuno si è offeso, si è arrabbiato perché sono molto sopra le righe, ed è successo un casino. Sono state fatte interrogazioni da Fratelli d’Italia. A Viterbo invece voi, a livello di fascisti, state messi bene. Questo infatti – prende in mano la bottiglia dell’olio sponsor della manifestazione – è olio di ricino”.

La bottiglia d’olio si è rotta appena sceso dal palco.
Si spera che il travolgente Montanini non sia superstizioso.

Irene Temperini


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18 luglio, 2025

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