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Operazione "Twin brothers" - A processo per sostituzione di persona un trentenne - Due mesi fa è stato assolto

Rete di patenti farlocche, caso identico scoperto tre anni fa dalla motorizzazione di Viterbo

di Silvana Cortignani
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Viterbo – Operazione “Twin brothers”, due mesi fa il tribunale di Viterbo ha assolto un presunto “sosia” dall’accusa di farsi pagare 100 euro per sostenere l’esame per la patente di guida al posto di un altro. Una vicenda copia-incolla, per non dire “sorella gemella”, sicuramente parente, di quella sfociata nel blitz di fine giugno della stradale altoatesina, conclusosi con 23 cittadini stranieri per i reati di sostituzione di persona e falsità ideologica finalizzati al rilascio illecito di patenti di guida. L’indagine, partita a novembre 2024, avrebbe smascherato un sistema fraudolento basato su sostituzioni di identità durante gli esami per il conseguimento della patente, sfruttando somiglianze fisiche e documenti falsi. Il “tale e quale show” made in Tuscia risale al 2022 ed è stato scoperto da un’impiegata della motorizzazione di Viterbo.


Operazione "Twin brothers"

Operazione “Twin brothers”


L’imputato viterbese – un trentenne del Togo – secondo l’accusa aveva pattuito 100 euro con un 53enne senegalese disposto a pagare un “sostituto” pur di garantirsi l’accesso al documento. La coppia sarebbe stata tradita dalla differenza di età di ben 23 anni, finendo entrambi indagati a piede libero con l’accusa di sostituzione di persona in concorso.

I fatti risalgono alla mattina del 22 giugno 2022 quando l’imputato, sempre secondo l’accusa, si era presentato agli esami fornendo la documentazione per l’esame di guida con la sua foto spillata sopra. Peccato che all’interno ci fosse la copia della carta d’identità del senegalese, con cittadinanza italiana, la cui vista ha lasciato interdetta l’impiegata della motorizzazione cui, a parte il colore scuro della pelle, non è sfuggito che tra la foto del documento e il giovane che aveva davanti non c’era altro in comune. A partire dall’età. Abbastanza per chiedere spiegazioni al sedicente candidato il quale, capita la mala parata, si è dato precipitosamente alla fuga, venendo rintracciato poco dopo dalla polizia in un appartamento del centro storico.

Troppi i dubbi sulla sua identificazione, mentre oggi, alla luce dell’operazione “Twin brothers”, e della nazionalità maliana del “viterbese” implicato nelle indagini, sorge il sospetto che il trentenne del Togo non fosse altro che un sosia del sosia vero, ovvero colui che si sarebbe presentato agli uffici al posto dei veri candidati, approfittando di somiglianze fisiche, foto sgranate, acconciature identiche e persino abiti uguali a quelli indossati dai candidati ufficiali.

Tornando al Trentino Alto Adige, tutto è iniziato lo scorso novembre, quando un cittadino del Mali ha denunciato lo smarrimento della sua patente, rilasciata pochi mesi prima a Viterbo, la cui foto ritraeva un individuo diverso, pur molto somigliante. Dalla patente “smarrita” è partita l’indagine che ha portato a identificare un cittadino del Mali, residente a Viterbo, già noto per reati di sostituzione di persona, che per l’appunto si presentava agli esami teorici di guida al posto dei veri candidati.

A febbraio 2025, su mandato della procura di Bolzano, la polizia stradale ha eseguito due perquisizioni, una delle quali nell’abitazione del principale sospettato a Viterbo, dove sono stati sequestrati numerosi documenti legati a richieste di patenti e duplicati, intestati ad altri stranieri. L’analisi del materiale ha permesso di denunciare alla procura di Bolzano altri 21 cittadini, originari di Mali, Senegal e Costa d’Avorio, per lo più domiciliati tra Alto Adige e Lazio. Alcuni stavano per sostenere esami di guida con un sostituto, pratiche bloccate tempestivamente, mentre altri avevano già ottenuto patenti illecite.

A fine giugno, con il supporto della polizia stradale di Roma e Viterbo, sono state eseguite ulteriori perquisizioni, con avvisi di garanzia e il sequestro delle patenti fraudolente, successivamente revocate.

Silvana Cortignani


Articoli: Scoperta rete di patenti false, preso a Viterbo il sosia che faceva gli esami per tutti – Quiz per la patente col trucco, assolto “candidato” accusato di sostituzione di persona – Cento euro per fare l’esame al posto di un altro, ma la differenza d’età li tradisce


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”


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19 luglio, 2025

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