Orte – Venerdì 1 agosto è in programma la prossima seduta del consiglio comunale di Orte. Tema del dibattito gli equilibri di bilancio, ma Giuseppe Fraticelli, capogruppo di Noi con Orte futura (Forza Italia e Fratelli d’Italia), ha intenzione di dare battaglia anche sullo spostamento delle scuole elementari a Orte Scalo: “La preside e il sindaco stanno auto-castrando la nostra città con le loro scelte, voglio che lo sappiano tutti”.
Era lei il consigliere comunale che è stato allontanato dalla riunione di alcuni giorni fa coi genitori?
“Sì, ero io”.
E perché si è presentato senza invito?
“Perché sono mesi che girano voci di ogni tipo sul futuro delle scuole elementari di Orte. Noi abbiamo chiesto più volte chiarimenti alla dirigenza scolastica e al sindaco, ma abbiamo ricevuto solo risposte vaghe ed evasive. Io sono un consigliere comunale, devo rendere conto ai cittadini, non posso affidarmi alle chiacchiere da bar. Visto che il sindaco e la preside non rispondono, ho deciso di andare personalmente alla riunione per sentire cos’avevano da dire”.
Ma lei poteva partecipare?
“La scuola si è trincerata dietro la scusa che era una riunione di ordinaria amministrazione coi genitori dei bambini di prima elementare, per cui non era un incontro pubblico e la mia presenza non era opportuna. Ma quella riunione di ordinario non aveva un bel niente: lì si è annunciato che la scuola Don Pacifico Arcangeli sarà abbandonata entro pochi anni. Credo che tutti i cittadini abbiano il diritto di conoscere una notizia del genere”.
C’era solo lei come esponente delle opposizioni?
“Io rappresentavo anche la mia collega di gruppo Francesca Pimpolari, che non poteva essere presente. Prima di me era venuto Gianluca Grancini, che è consigliere comunale a Viterbo, ma vive a Orte, ha figli che frequentano le nostre scuole elementari e ha seguito direttamente la vicenda del Carmine a Viterbo, quindi ha esperienza sull’argomento. Pure lui è stato allontanato e, a quanto ne so, anche con un trattamento poco cortese”.
Il suo arrivo alla riunione ha provocato tensione tra i presenti.
“Non era mia intenzione, io volevo semplicemente ascoltare. Il sindaco Primieri mi ha anche detto che lui aveva suggerito di farmi entrare. Gli ho risposto che nessuno mi ha riferito di questa sua presa di posizione, ma che, se fosse vera, sarebbe ancora più grave: il sindaco è il padrone di casa, che ruolo aveva in quella riunione, se non poteva nemmeno decidere chi far partecipare?”.
In sostanza, lei è riuscito o no a capire come stanno le cose in questo momento?
“No, la cosa assurda è proprio questa: manca un mese e mezzo all’inizio della scuola e ancora non esistono atti ufficiali che decretano il trasferimento delle prime elementari di Orte centro nel plesso di Orte Scalo. La preside e il sindaco hanno fatto annunci verbali, ma ancora nessuno si è preso la responsabilità di formalizzare questa cosa. I bambini che a gennaio si erano iscritti alla Don Pacifico Arcangeli, risultano ancora iscritti lì. Ormai siamo al punto che ogni atto che arriverà, si presterà a piogge di ricorsi”.
Che idea si è fatto di tutta questa storia?
“La mia idea è che un gruppo di genitori ha legittimamente manifestato un problema sulla scuola di Orte Scalo, ma la preside Ranucci l’ha affrontato prendendo la decisione più sbagliata: chiudere la scuola del centro storico. Non c’è nessuna reale esigenza di abbandonare la Don Pacifico Arcangeli, è una scelta che denota scarso interesse per il territorio in cui si sta lavorando e che provocherà danni irreparabili. E la pavidissima maggioranza guidata da Primieri non ha il coraggio né di contrastare la preside, se non è d’accordo con questa decisione, né di sostenerla, se la condivide. Fanno finta di niente, come se loro non avessero responsabilità. D’altronde è dall’inizio del mandato che giocano a scaricabarile su tutto”.
Se l’accentramento delle elementari in un plesso unico non è la soluzione, come andrebbe risolto il problema degli stranieri in sovrannumero nelle classi a Orte Scalo?
“Innanzitutto faccio presente che il documento da cui è partito tutto questo meccanismo è una circolare ministeriale, che non è una legge e quindi non è vincolante in senso assoluto. Inoltre i risultati dei test Invalsi degli ultimi anni hanno evidenziato un rendimento migliore nelle classi di Orte Scalo piuttosto che in quelle di Orte, quindi non esiste il tanto sbandierato problema della qualità dell’istruzione a Orte Scalo. E non esiste neanche il problema della carenza di alunni, perché a Orte i numeri sono ancora sufficienti per tenere in piedi entrambi i plessi. La soluzione più logica sarebbe redistribuire gli studenti stranieri e quelli italiani, sfruttando il sistema dei trasporti scolastici e tutti gli spazi a disposizione. Altro che chiudere la Don Pacifico”.
Ma allora non può essere che, sotto sotto, il problema sia un po’ di razzismo? Altrimenti, quale sarebbe il motivo per cui i genitori di Orte Scalo vogliono assolutamente spostare i figli al centro storico e quelli di Orte non vogliono assolutamente portare i figli allo Scalo?
“In effetti mi è stato riferito che, durante quella famosa riunione a cui non sono stato ammesso, un rappresentante dell’amministrazione comunale avrebbe accusato alcuni genitori di essere razzisti. Io non so se è vero, ma se un’offesa del genere l’avessero rivolta a me, avrei perso il controllo. Mio figlio è andato a scuola a Orte Scalo, con tanti bambini stranieri che si sono integrati benissimo e hanno sviluppato legami d’amicizia anche con le famiglie. L’integrazione vera non può che passare dalla scuola”.
Lei sicuramente non è razzista, ma si sente di garantirlo per tutti gli altri che stanno protestando?
“Io credo che accuse così gravi non si possano lanciare sparando nel mucchio. La realtà è che ci sono famiglie che hanno difficoltà oggettive a spostare i figli da Orte a Orte Scalo e che stanno sulla graticola da mesi in attesa di una comunicazione che non arriva mai. Cosa c’entra il razzismo con questo? Rispondere ‘sei razzista’ a chi ti fa notare che stai amministrando male, significa non avere argomentazioni. Lo sottolineo ancora una volta: qui si è deciso di risolvere un problema creandone uno ancora più grande. Chiudere una scuola significa auto-castrare la città. Se si parlasse tutti insieme con coraggio e mettendo da parte gli steccati politici, magari si potrebbero trovare soluzioni più efficienti. Ma qui sembra di lottare contro i mulini a vento”.
Che ne è dell’assemblea pubblica promessa dalla maggioranza?
“All’ultima riunione dei capigruppo, ho chiesto d’inserire un punto sulle scuole all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale e mi è stato risposto che non è il momento. Figuriamoci se hanno il coraggio di fare un’assemblea pubblica”.
Il suo gruppo consiliare però ha chiesto più volte che si faccia un consiglio comunale straordinario sulle scuole elementari, con la partecipazione della preside. Perché non si fa?
“Bisognerebbe chiederlo all’altro gruppo di opposizione, quello di Orizzonte comune. Basterebbero le firme di Giuliani e Proietti per far scattare la convocazione d’ufficio e affrontare una volta per tutte questo problema, ma non mi sembra che siano interessati”.
Lei comunque parlerà di scuole il prossimo 1 agosto?
“Assolutamente sì, non si può fare finta di niente. Qualunque ortano ormai vuole sapere cosa sta succedendo e questo silenzio da parte chi di dovrebbe fare chiarezza alimenta sempre più tensione”.
Alessandro Castellani
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