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Tarquinia - Polizia - Per due anni - Daspo della stessa durata per un ultra della Viterbese allo stadio nonostante gli fosse già stato vietato l'accesso

Calci e pugni tra giovanissimi, in due non potranno tornare al lungomare dopo la rissa

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Il video è stato schermato per ragioni deontologiche fondamentali, essendo protagonisti dei minori


Tarquinia –  Controlli straordinari della polizia sul litorale per garantire la sicurezza.

“Nell’ambito dell’attività di prevenzione svolta dalla polizia per  garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica e di contrastare la commissione di reati – fanno sapere dalla questura di Viterbo – sono stati adottati specifici provvedimenti emessi dal questore di Viterbo nella sua veste d’autorità provinciale di pubblica sicurezza, nei confronti di persone ritenute socialmente pericolose in relazione alla normativa vigente.


Tarquinia - La rissa al lido

Tarquinia – La rissa al lido


In particolare, è stata data esecuzione a un provvedimento di Daspo (Divieto di accesso alle manifestazioni sportive) per la durata di due anni con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La misura è stata stabilita dalla competente autorità giudiziaria, quale pena accessoria a un ultrà viterbese, gravato da precedenti di polizia e già condannato per non aver ottemperato a un precedente divieto di accesso con contestuale obbligo di firma, emesso alcuni anni fa dal questore di Viterbo. A far scattare il provvedimento erano state le minacce pronunciate dall’uomo verso dirigenti e calciatori della locale squadra di calcio.

Inoltre, al termine di un’accurata istruttoria da parte del personale della Divisione Anticrimine della questura di Viterbo, sono stati emanati due Daspo Willy, su proposta dei militari dell’Arma dei carabinieri, nei confronti di due minori, residenti in provincia di Viterbo, per una violenta rissa avvenuta nei pressi di un noto ristorante del lido tarquiniese e identificati a seguito d’indagini.

Nei confronti dei giovani, uno dei quali, a dispetto dell’età già gravato da numerosi precedenti di polizia, è scattato il divieto di accedere e di stazionare nelle immediate vicinanze di tutti i locali di pubblico intrattenimento ubicati in Lungomare dei Tirreni a Tarquinia per un periodo di due anni.

La violazione del divieto, emesso d’urgenza ritenuto che dalle condotte poste in essere potesse scaturire un pericolo  concreto ed attuale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è sanzionata penalmente con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da diecimila a ventiquattromila euro.

E proprio nell’ottica di vigilare sul sereno svolgimento della vita estiva nelle località di vacanza nello scorso fine settimana, nell’ambito del rafforzamento dei controlli disposti nella zona del lido di Tarquinia, i poliziotti della Divisione Amministrativa della questura di Viterbo e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Tarquinia hanno espletato mirati accertamenti presso alcuni locali di intrattenimento siti sul lungomare cittadino, area caratterizzata da una massiccia affluenza turistica.

L’attività svolta dagli operatori ha riguardato la prevenzione ed il contrasto degli illeciti amministrativi consumati dai titolari di taluni stabilimenti balneari del litorale, allo scopo di garantire spazi sicuri al cui interno possano coesistere gli interessi di imprenditori, famiglie e giovani avventori.

Nell’occasione, in due esercizi sono state accertate violazioni delle normative consistenti, in particolare, nell’assenza dei dispositivi per il controllo del tasso alcolemico degli utenti e nella mancata esposizione delle tabelle alcolemiche previste dalla normativa vigente con conseguente applicazione delle relative sanzioni. È stato, invece, verificato il rispetto delle disposizioni in materia di somministrazione di bevande alcoliche e, soprattutto, l’osservanza del divieto di vendita ai soggetti di minore età”.


– Rissa tra giovanissimi sul lungomare di Tarquinia: calci, pugni e schiaffi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 luglio, 2025

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