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Viterbo - Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio, alla passeggiata-racconto da San Sisto al monastero di Santa Rosa - Un fiume di persone ha seguito le storie, gli aneddoti e le emozioni legate alla macchina - L'evento guidato anche da Irene Temperini

“Uno è facchino per sempre…”

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Viterbo – “Uno è facchino per sempre”, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, ieri sera ha raccontato storie, aneddoti ed emozioni di una vita consacrata alla tradizione più bella di Viterbo, quella che culmina nel 3 settembre, in quel momento dell’anno in cui “Semo tutti de‘n sentimento”.

Un fiume di persone ha ascoltato le parole di Mecarini e di Irene Temperini, guida turistica viterbese di adozione, innamorata di questa città, che ha condiviso curiosità e frammenti di storia su piazze, chiese, fontane e palazzi lungo il percorso del trasporto della macchina di Santa Rosa.

Viterbo - Passeggiata da San Sisto a Santa Rosa

Viterbo – Passeggiata da San Sisto a Santa Rosa


Una passeggiata – racconto semplice, ma sentita, a cui tanti non hanno voluto mancare. Un momento di condivisione e amore per Viterbo.

Un connubio insolito e riuscito, che ha unito due registri diversi, due storie di vita e due punti di vista: due sguardi attenti e profondi sulla città, due modi di comunicare pieni di entusiasmo per ciò che ogni giorno si fa e si porta avanti. Un entusiasmo unito dalla stessa forza, passione e dedizione.

Da San Sisto a Santa Rosa, un filo rosso di storie, ricordi ed emozioni ha regalato ai partecipanti tanti aneddoti sui trasporti passati: da Dies Natalis alla prima macchina del 1695; dal fermo del Volo d’Angeli all’antica tradizione dei confetti; dalle emozioni nel cuore di un facchino all’orgoglio per il riconoscimento Unesco.

Viterbo - Passeggiata da San Sisto a Santa Rosa

Viterbo – Passeggiata da San Sisto a Santa Rosa


Sullo sfondo, Viterbo con la sua storia millenaria, raccontata anche attraverso le curiosità attinte dagli antichi statuti: dal podestà che giurava in piazza del Comune ricevendo lo scettro dai priori, ai bombardamenti del ’44; dai leoni di marmo di Pio Fedi alla piccola chiesa di San Marco, gioiello cistercense che serviva un quartiere di bifolchi e lanaioli, consacrata da un papa.

Due ore e mezza di passione ed entusiasmo puri, in cui Massimo e Irene hanno raccontato con semplicità e amore secoli di storia e devozione, di cultura e tradizioni, di fede e liberalità.

Prossimo appuntamento il 2 agosto alle 21,15 sotto la macchina.

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27 luglio, 2025

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