Un fiume di persone ha ascoltato le parole di Mecarini e di Irene Temperini, guida turistica viterbese di adozione, innamorata di questa città, che ha condiviso curiosità e frammenti di storia su piazze, chiese, fontane e palazzi lungo il percorso del trasporto della macchina di Santa Rosa.
Viterbo – Passeggiata da San Sisto a Santa Rosa
Una passeggiata – racconto semplice, ma sentita, a cui tanti non hanno voluto mancare. Un momento di condivisione e amore per Viterbo.
Un connubio insolito e riuscito, che ha unito due registri diversi, due storie di vita e due punti di vista: due sguardi attenti e profondi sulla città, due modi di comunicare pieni di entusiasmo per ciò che ogni giorno si fa e si porta avanti. Un entusiasmo unito dalla stessa forza, passione e dedizione.
Da San Sisto a Santa Rosa, un filo rosso di storie, ricordi ed emozioni ha regalato ai partecipanti tanti aneddoti sui trasporti passati: da Dies Natalis alla prima macchina del 1695; dal fermo del Volo d’Angeli all’antica tradizione dei confetti; dalle emozioni nel cuore di un facchino all’orgoglio per il riconoscimento Unesco.
Viterbo – Passeggiata da San Sisto a Santa Rosa
Sullo sfondo, Viterbo con la sua storia millenaria, raccontata anche attraverso le curiosità attinte dagli antichi statuti: dal podestà che giurava in piazza del Comune ricevendo lo scettro dai priori, ai bombardamenti del ’44; dai leoni di marmo di Pio Fedi alla piccola chiesa di San Marco, gioiello cistercense che serviva un quartiere di bifolchi e lanaioli, consacrata da un papa.
Due ore e mezza di passione ed entusiasmo puri, in cui Massimo e Irene hanno raccontato con semplicità e amore secoli di storia e devozione, di cultura e tradizioni, di fede e liberalità.
Prossimo appuntamento il 2 agosto alle 21,15 sotto la macchina.













