La struttura, prevista dalla delibera di giunta del 27 giugno, dovrebbe ospitare un servizio sociale integrato in rete con Caritas ed Emporio solidale. Una prospettiva che però ha generato forti preoccupazioni nel quartiere, dove in molti temono l’arrivo di un dormitorio mascherato, con conseguenze sulla sicurezza e sulla viabilità della zona.
Gli assessori hanno escluso questa ipotesi, parlando di uno spazio per la seconda accoglienza e di un presidio socio-amministrativo. Ma le rassicurazioni non hanno convinto i cittadini, che hanno contestato duramente il progetto e chiesto di fermare l’intervento.
A peggiorare il clima è stata l’ammissione che, concluso il primo utilizzo, l’edificio potrà essere destinato ad altri scopi. Il comitato di quartiere resta mobilitato. E lo scontro con il comune è tutt’altro che chiuso.













