Orte – Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Pendolari Orte e del Comitato Pendolari Teverina alla commissione Trasporti Camera Deputati, in particolare al presidente Deidda, ai vice Caroppo e Casu –
Egregi onorevoli, scriviamo per conto di migliaia di pendolari diretti Roma che quotidianamente si avvalgono della stazione di Orte (rientrante tra le prime 100 stazioni in Italia con un bacino di utenza che si aggira intorno ai 3.000.000 di passeggeri annuali).
Ormai da più di sei mesi stanno subendo pesanti disagi per lavori eseguiti sull’infrastruttura da RFI. Oltre il 90% dei treni a servizio viene dirottato in linea convenzionale “lenta” (LL), cambi di orari sono all’ordine del giorno e si registrano ritardi sistematici.
Ai disagi sopra elencati negli ultimi mesi si è poi aggiunta la forte preoccupazione per una notizia trapelata sui media relativamente all’eliminazione della deroga della Delibera dell’Autorità Regolatoria Trasporti (ART) 178/2024 (par. 2.4.1 dell’all. A) per la circolazione in linea direttissima (DD) dei treni regionali veloci, a partire dal 1° gennaio 2026.
A seguito della reazione decisa delle Regioni Umbria, Toscana e Lazio, alla manifestazione di dissenso di numerosi Comuni insistenti sugli stessi territori, alle proteste di comitati di pendolari, sembrerebbe che l’ART si stia confrontando con RFI per trovare soluzioni “temporanee” che consentano ai treni regionali veloci di viaggiare in DD, in attesa che possano entrare in esercizio i treni ordinati dalle Regioni in grado di soddisfare i requisiti tecnici dell’Alta Velocità (velocità superiori ai 200 km/h).
In virtù della funzione espletata da codesta autorevole commissione, chiediamo un vostro intervento presso l’ART affinché le soluzioni “temporanee” allo studio siano in linea con quanto previsto da normativa europea e rispondenti agli indirizzi del legislatore italiano sugli obblighi di servizio pubblico in materia di trasporto passeggeri tramite ferrovia. Ricordiamo come da normativa italiana (art. 37 del D.L. 201/11 come convertito nella L. 214/11), l’ART è l’autorità competente nel settore dei trasporti (ivi incluso quello ferroviario) che definisce i criteri per l’assegnazione delle tracce e vigila sulla corretta applicazione degli stessi da parte del gestore dell’infrastruttura, in conformità con la disciplina europea e tenendo conto del principio di sussidiarietà e delle competenze delle Regioni e degli Enti Locali di cui al titolo V della II parte della Costituzione.
Inoltre, all’art. 1, c. 12 lett. h) della L. 481/1995, relativa alla regolamentazione di tutte le Autorità di Regolazione dei servizi di pubblica utilità istituite al fine di promuove la tutela degli interessi di utenti e consumatori (compresa l’ART), secondo la normativa comunitaria e gli indirizzi del Governo, è indicato che le stesse emanano direttive concernenti l’erogazione di servizi, definendo i livelli generali di qualità, sentiti i rappresentanti di utenti e consumatori.
Auspichiamo che, le soluzioni “temporanee” in questione vengano illustrate, prima dell’applicazione, alle Amministrazioni di Regioni ed Enti Locali e ai rappresentanti dei comitati pendolari interessati. In ultimo, chiediamo di sapere se in passato siano state effettuate indagini/analisi sugli indici di riempimento dei treni AV che viaggiano verso nord, soprattutto con destinazione Milano – sia Trenitalia sia Italo, nella fascia oraria 17-19. A nostro giudizio andrebbe verificata l’effettiva domanda di trasporto passeggeri: un treno ogni quarto d’ora da Roma per Milano appare eccedente rispetto alla richiesta di spostamento avanzata dai turisti “facoltosi” che visitano il Belpaese.
In ogni caso, al fine di mantenere il tratto DD Roma – Orte in promiscuo (treni AV e treni RV), si rende necessario limitare l’offerta dei treni commerciali per garantire l’assolvimento dell’obbligo di servizio pubblico previsto dal Regolamento Europeo del trasporto pubblico passeggeri tramite ferrovia.
Contrariamente l’overtourism avrebbe il sopravvento e l’impatto negativo sulla qualità della vita dei pendolari, che quotidianamente si recano a Roma per lavoro e studio, sarebbe ancora più pesante.
Ricordiamo come all’art. 22 della direttiva europea 2001/14/CE del 26.02.01 è previsto che nel caso di infrastruttura saturata il gestore individua dei criteri di priorità e gli Stati membri possono adottare misure affinché venga data la priorità al servizio pubblico, nell’assegnazione di capacità d’infrastruttura in condizioni non discriminatorie.
Auspichiamo che quanto previsto poi nella Direttiva Europea 2016/2370, in parte modificativa della Direttiva Europea 2012/34 relativa all’istituzione di uno spazio ferroviario europeo unico, incentrata sul completamento e sviluppo dello stesso quale alternative ad altri modi di trasporto, abbia piena attuazione nel nostro paese.
Chiediamo un vostro intervento a garanzia del mantenimento di tracce destinate ai Regionali Veloci nelle fasce orarie 6:30 – 8:30 e 17 – 19 programmati ed effettivamente poi instradati sulla DD nel tratto compreso tra Orte e Roma e viceversa.
Qualora non fosse garantito quanto sopra, le nostre vite sarebbero fortemente destabilizzate, l’organizzazione quotidiana delle nostre vite vedrebbe ore settimanali sottratte alle nostre famiglie. Si tornerebbe indietro di 50 anni: raggiungere Roma e tornare a casa la sera richiederà oltre un’ora di tempo a tratta, quando fino a dicembre u.s. si impiegavano 35-40 minuti.
Inoltre, temiamo che la sovrapposizione in LL tra treni regionali veloci (attualmente in linea AV) e treni regionali della linea Orte Fiumicino, comporterà necessariamente una riduzione del numero di convogli e conseguente sovraffollamento degli stessi.
È prevedibile, inoltre, che aumenterà il numero di quanti si recheranno alla capitale con mezzi propri o bus, a discapito di qualsiasi discorso di sostenibilità ambientale ed in palese contrasto con le politiche di promozione del trasporto pubblico.
Per non parlare poi dell’impatto in termini di impoverimento del territorio e di quante famiglie – che hanno scelto i nostri territori per progettare il loro futuro proprio in virtù dei collegamenti favorevoli con Roma – opteranno invece per altre soluzioni più prossime alla Capitale.
Famiglie che lavorano magari a Roma, ma che hanno acquistato case, preso mutui in banca, che mandano i figli a scuola, spendono sul nostro territorio, partecipano all’attività politica e in generale contribuiscono allo sviluppo del tessuto sociale. In attesa di un vostro cortese riscontro, inviamo distinti saluti.
Comitato pendolari Orte
Comitato pendolari della Teverina
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