Le terme del Bagnaccio, costituite da vasche alimentate da diverse sorgenti – sia ipertermali che ipotermali – si trovano in un punto strategico tra le strade Marta e Castiglione.
Come ricordano i gestori, riaprirà “un luogo dove la natura è l’unico architetto, dove l’acqua sgorga come un’origine mai interrotta”.
Ed è davvero un’origine mai interrotta: il Bagnaccio sorge in una zona conosciuta e frequentata fin dall’antichità, disseminata di resti di antiche terme romane.
Così importante era questo luogo per i romani da essere inserito nella Tabula Peutingeriana, la tavola generale delle strade dell’Impero.
Qui vicino sorgeva anche la Villa Calvisiana, appartenuta al console Mummio Nigro Valerio Vegeto. Per portare l’acqua nella sua residenza, il console fece costruire un acquedotto lungo circa 9 chilometri, che attingeva dalle Acqua Passeris, antico sistema termale della zona.
Sistema che comprendeva anche le terme del Bacucco, a cui si interessarono artisti come Michelangelo, Sangallo e Vasari.
Dal Medioevo in poi qui passò la via Francigena, e di quell’acqua – oggi patrimonio cittadino – beneficiarono papi, pellegrini e imperatori, che vi sostavano prima di raggiungere Roma, attratti soprattutto dalle sue proprietà benefiche.
Una riapertura importante, dunque, che si inserisce nella lunga e affascinante storia del territorio.
Irene Temperini














