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Civita Castellana - Il consigliere comunale Simone Brunelli (Pd) sottolinea tutte le sue preoccupazioni sul bilancio della partecipata che si occupa di rifiuti

“Sate, non si può continuare a fare finta di niente”

di Giusi De Novara
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Simone Brunelli

Simone Brunelli

Civita Castellana – Il consigliere del Partito democratico Simone Brunelli torna ad attaccare l’amministrazione Giampieri. Questa volta snocciolando i bilanci della Sate, società partecipata che si occupa della gestione dei rifiuti, dove solo due amministrazioni comunali, dati alla mano, hanno avuto il segno rosso sul bilancio. Dubbi e incertezze attendono quello di quest’anno, in ritardo sulla pubblicazione.

“Dal 2003 a oggi – dichiara Simone Brunelli, consigliere comunale del Pd – l’analisi dei bilanci della società partecipata Sate evidenzia un dato inequivocabile: soltanto due amministrazioni comunali, quelle guidate da Luca e Massimo Giampieri, hanno collezionato risultati sistematicamente negativi, con ben sette esercizi in rosso su dieci. Nessun altro sindaco, di qualsiasi colore politico, ha mai presentato bilanci in perdita.

Un dato talmente evidente che difficilmente può essere liquidato come una semplice coincidenza. Al contrario, si configura come l’esito diretto di una gestione priva di visione industriale, in cui sono mancati trasparenza, criteri meritocratici e, soprattutto, una reale capacità di indirizzo e controllo da parte della dirigenza. Un’impostazione che, in questi lunghi anni, è stata più volte contestata e che ha prodotto danni economici significativi a carico della collettività”.

Prosegue Brunelli: “Non si tratta né di opinioni né di polemiche ideologiche. Sono i numeri,  riportati nero su bianco nei documenti ufficiali, a parlare con chiarezza, restituendo l’immagine di una società pubblica che continua a navigare senza rotta.

E oggi, guardando all’esercizio in corso, le preoccupazioni aumentano. Nonostante siano già scaduti i termini di legge per l’approvazione del bilancio, il documento non è stato ancora pubblicato. Un ritardo che alimenta sospetti e lascia spazio a voci sempre più insistenti su un nuovo passivo, forse anche più pesante di quelli precedenti”.

Conclude il consigliere comunale: “A questo punto, una domanda è d’obbligo: quanti altri soldi pubblici dovranno andare perduti prima che si riconosca il fallimento di un’intera impostazione gestionale? E se anche il bilancio 2024 dovesse confermare queste preoccupazioni, sarà finalmente il momento di assumersi le responsabilità politiche e amministrative? Perché la verità può essere nascosta per un po’. Ma non per sempre.

E i numeri, come sempre, non mentono mai”.

Giusi De Novara


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3 agosto, 2025

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