“Il principio è semplice, e brutalmente efficace: se una persona viene assassinata, la famiglia della vittima ha il diritto di lavare l’onta con altro sangue – ha spiegato Meta –. Mentre la maggior parte dei precetti del Kanun è finita nel dimenticatoio, la vendetta è rimasta un’ombra persistente”.
Accanto a lui la sindaca Chiara Frontini, che lo ha accolto con calore: “Per me è davvero un grande onore averti qui”. L’artista ha ricambiato l’ospitalità con una promessa: “Tornerò il 3 settembre 2026 per assistere al trasporto della macchina di Santa Rosa”.
La serata, ultimo incontro del Festival Ombre, si è conclusa con un breve concerto, durante il quale Meta ha eseguito alcune delle sue canzoni più amate. Un saluto in musica a una città che, a quanto pare, rivedrà presto.















