Farnese – (b.b.) – “La legge istitutiva della riserva naturale Selva del Lamone prevedeva un’organizzazione che valorizzasse il ruolo delle amministrazioni locali, espressione diretta della volontà dei cittadini. Escludere oggi i comuni dalla gestione significa tradire quello spirito originario e disattendere le attese della nostra comunità”. È netto il sindaco di Farnese Giuseppe Ciucci, intervenuto ieri mattina durante i lavori del consiglio provinciale di Viterbo, che ha adottato una delibera di fondamentale importanza: parere contrario alla proposta di legge regionale n. 186 sul riordino delle aree naturali protette.
Giuseppe Ciucci, sindaco di Farnese
Il provvedimento, se approvato, comporterebbe il trasferimento della gestione delle riserve dai comuni a nuovi enti gestori da costituire. Una prospettiva che Ciucci contesta con fermezza. “Togliere alla popolazione la possibilità di gestire una parte così significativa del proprio territorio – ha detto -, equivale a uno strappo con la comunità. Le aree naturali protette non sono entità astratte: sono parte integrante della nostra storia, della nostra identità e della quotidianità dei cittadini”.
Il sindaco ha ricordato come già il consiglio comunale di Farnese, lo scorso 30 giugno, si fosse espresso con un voto contrario alla proposta di legge, motivazioni che spaziano dal piano normativo a quello sociale, fino a quello economico. “Grazie alla gestione comunale della riserva – ha spiegato -, sono stati attivati progetti finanziati con fondi europei e da altri enti, permettendo alla regione Lazio di non dover sostenere ulteriori costi. Parlare oggi di ‘invarianza finanziaria’, come fa la proposta di legge, non solo è fuorviante, ma ignora i costi aggiuntivi che inevitabilmente ricadrebbero sulla regione, e quindi su tutti i cittadini”.
Farnese – Una delle cascate della Selva del Lamone
Per Ciucci, il voto contrario espresso dal consiglio provinciale è “un atto di grande responsabilità e attenzione verso il territorio”. Da qui il ringraziamento al presidente della provincia Alessandro Romoli e a tutti i consiglieri provinciali: “Al di là delle appartenenze politiche – ha sottolineato -, hanno saputo ascoltare e accogliere le istanze che arrivano dal territorio”.
Un ringraziamento speciale è andato al vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi: “È stato fin da subito l’unico, con convinzione e determinazione, a farsi interprete delle preoccupazioni della nostra comunità all’interno del consiglio regionale”.
Infine, l’appello alla regione Lazio: “A questo punto non si può più far finta di nulla. Le richieste non arrivano più da pochi comuni, ma da un’intera provincia. La regione dovrà necessariamente tenerne conto”.
– No al riordino delle aree naturali protette, comuni contro la proposta di legge regionale
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