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Storia - Il racconto di Emanuel Alison Flamini

Castro, la città scomparsa

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Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Cronache della città scomparsa. Tra i boschi della nostra provincia al confine con quella di Grosseto, vicino al santuario del santissimo Crocifisso a Ischia di Castro, tra la vegetazione dominante, emergono capitelli, cornicioni e vestigia della capitale del ducato che occupava in epoca rinascimentale la Maremma, il lago di Bolsena con enclave sui Cimini.

Ischia di Castro

Castro


Castro, dunque, affonda le sue radici sull’etrusca Statonia situata sulla via Clodia di cui rimangono enormi necropoli.

Nel medioevo sorse in questo luogo il feudo di donna Felicita che nel 500′ da “bicocca” come definito da Annibal Caro, circondato da dirupi e grotte venne tramutato in una stupenda urbe rinascimentale sotto la potesta’ della famiglia ducale dei Farnese.

Decisiva fu la mano di Antonio da Sangallo il Giovane, esperto di fortificazioni che strutturò l’impianto urbanistico attorno alla piazza maggiore dove sorgeva il palazzo del Podestà, l’Hostaria e il Palazzo della Zecca.

Molte le chiese tra cui San Savino, Santa Maria intus Civitatem e i conventi dei Francescani e i Servi di Maria. Numerosa in Castro anche la comunita’ ebraica attiva nel settore bancario.

Ischia di Castro

Castro


Il destino di questa perla della Maremma fu tuttavia segnato nel 1649, anno in cui il papa Innocenzo X Pamphili ne ordinò la distruzione per vendetta contro l ‘uccisione del vescovo Giarda, assassinato dai sicari dei Farnese.

La città venne cannoneggiata e gli altri abitanti delle terre del ducato vennero obbligati a demolirne e incendiarne gli edifici.

“Qui fu Castro” ma la sua voce continua a parlarci dalla selva maremmana che la avvolge nel silenzio dei secoli.

Emanuel Alison Flamini


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11 agosto, 2025

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