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Viterbo - Lucio Matteucci senza freni per il silenzio dopo l'uscita di voler girare armato commentando il 30enne che a folle velocità ha seminato il panico in centro - L'organizzatore del Carnevale viterbese ne ha per tutti

“Alle prossime elezioni vorrei candidarmi per togliervi il voto di tutti quelli che hanno le palle gonfie dei politicanti di turno”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Io non sono capace a fare politica, l’ho sempre tenuta ben distante da me. Però alle prossime elezioni vorrei candidarmi, solo per togliervi il voto di tutti quelli che hanno le palle gonfie dei politicanti di turno, con i piedi su mille staffe”. Lucio Matteucci, organizzatore del Carnevale viterbese, esce allo scoperto o forse in un momento di sconforto esterna un pensiero. La volontà di scendere in campo.


Viterbo - Lucio Matteucci

Lucio Matteucci


Pur, per sua stessa ammissione, non essendone capace. Non sarebbe il primo e non sarà eventualmente l’ultimo.

Una candidatura non per fare, ma per togliere consenso ad altri. Alla brutta politica. O meglio, nel caso specifico alla politica muta. Quella che non ha preso posizione, a suo dire, nella vicenda dell’uomo che con l’auto a folle velocità ha rischiato di fare una strage, finendo la sua folle corsa a piazza del Comune.

Un brutto caso di cronaca su cui Matteucci era intervenuto determinando già il capo d’accusa: “L’accusa deve essere tentata strage”. Aggiungendo pure: “Altrimenti inizio a girare armato anche io”.

Evocando una sorta di giustizia fai da te. Non proprio da paese civile, un paese, dove la stampa può anche riprendere quelle frasi e farle notare. Avendo Matteucci anche un ruolo pubblico nell’organizzare col comune le iniziative legate al Carnevale.

Ma questa parte deve essergli piaciuta poco e ancor meno qualche politico che una posizione l’ha presa. Non in suo favore.

Matteucci così ha deciso di tornare sull’argomento. Ripartendo dalla persona che è stata arrestata. Un dominicano 30enne. “Personalmente – spiega Matteucci – conosco tantissimi dei cosiddetti “loro” che sono brave persone e lavorano onestamente, che io rispetto. Questo individuo doveva prendere l’accusa di tentata strage, anche se era italiano. A tutti noi dà fastidio quest’impunità da parte di chi dovrebbe prendere decisioni.

Catalogare un atto terrorista a reato di resistenza e danneggiamento è un insulto alla giustizia”. Queste ultime sono le accuse mosse al 30enne.

“Poi – continua Matteucci – vogliamo parlare del fatto che nessuna istituzione ha preso posizione in merito alla vicenda?”. Ma il punto è un altro: “Io sbattuto in prima pagina con tanto di foto per essermi lamentato e chi ha commesso il reato, ovviamente con il volto oscurato”. Omettendo che la sua era qualcosa in più di una semplice lamentela. Era una lamentela “armata”.

La conclusione comunque è amara, dal suo punto di vista: “Le nostre istituzioni a questo punto sono composte da vigliacchi che se ne guardano bene dall’andare contro il giornalista di turno”. Matteucci si chiede come mai nessuno si sia schierato contro un quotidiano che ha evidenziato come a un personaggio pubblico che collabora con le istituzioni venga in mente di cominciare a girare armato.

Matteucci una risposta la trova. “Temete che non vi pubblicizzi più (dietro pagamento) la prossima campagna elettorale?”. Dimenticando- o facendo finta di non conoscere quali siano le regole della pubblicità elettorale che obbligatoria per legge, se la si prevede, per tutti i partiti e candidati per par condicio.

“A mio parere siete dei vigliacchi – continua Matteucci – ecco cosa siete, dei vigliacchi. Questo è il silenzio che cerco di denunciare, ma vedo un muro di gomma enorme. E se al contrario oggi stavamo a piangere i giovani di piazza del Comune travolti? Allora parlavate?”.

Insomma, se non si trova un politico pronto a emanare sentenze pronte all’uso, ecco che il politico (o quasi) lo si trova. Scatta l’autocandidatura.

“Io non sono capace a fare politica, l’ho sempre tenuta ben distante da me. Però, alle prossime elezioni vorrei candidarmi, solo per togliervi il voto di tutti quelli che hanno le palle gonfie dei politicanti di turno, con i piedi in mille staffe”. Togliere voti agli avversari diventa un programma elettorale. Ma è la situazione emergenziale che lo richiede: “I nostri figli, le nostre donne, i nostri anziani hanno il terrore di girare da soli e voi? Silenzio di tomba”. Gli uomini non sono contemplati. Quelli non hanno paura.

Poi ci sono i politici, per Matteucci quelli sì che hanno paura. Di parlare. “Purtroppo questa è la situazione”. Politici che non parlano.

In un attacco di nostalgia, Matteucci tira fuori un elenco di fuoriclasse, da destra a sinistra mettendoci dentro pure chi in politica non c’è mai sceso: “Rivoglio Andreotti, Berlinguer, Rauti, Craxi, Almirante, la Nilde Iotti, Falcone, Borsellino, i Grassi, Berlusconi, Pertini. Tutta gente con le palle, che di mestiere facevano i politici e non gli equilibristi al soldo del giornalista di turno, finanziato con le nostre tasse. Che vergogna”.

Di quali tasse parli e di quali soldi dati ai politici, solo Matteucci lo sa. C’è chi decide d’accedere ai fondi – ed è comunque una procedura lecita – a finanziamenti pubblici per la stampa e chi, a quei fondi non ha mai fatto ricorso. Da sempre.

Giuseppe Ferlicca


– Lucio Matteucci: “L’accusa deve essere tentata strage. Altrimenti inizio a girare armato anche io”


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19 agosto, 2025

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