Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Utilizzo del taser. A distanza di giorni non si placano le polemiche tra chi considera la pistola ad impulsi elettrici un mezzo di tortura. Due decessi legati all’utilizzo del Taser a distanza di due giorni l’uno dall’altro.
Si è trattato di interventi mal gestiti dai carabinieri o un’ennesima strumentalizzazione per mettere alla gogna mediatica i carabinieri che con determinazione e grande professionalità operano per strada ? Non si può continuare a lavorare in queste condizioni: sembra peggio del Far West.
È ora che vengano emanate, in tempi rapidi, chiare regole di ingaggio. Carabinieri e operatori di tutte le forze di polizia non ne possono più. Le regole di ingaggio stabiliscono che “il Taser debba essere utilizzato soltanto in presenza di soggetti violenti e aggressivi che rappresentano un concreto pericolo per i presenti”, lo ha ribadito anche il ministro dell’Interno, che insieme al comandante generale dell’Arma ha espresso parole di vicinanza per la tragedia che stanno vivendo i quattro carabinieri ora indagati.
Un atto dovuto che puntualmente colpisce non solo le tasche, ma soprattutto l’onorabilità, la tranquillità e la dignità di carabinieri e poliziotti, le uniche persone di cui gli italiani oggi si fidano e sui quali possono contare. Questo stesso atto mette a rischio la serenità dei colleghi che, in ogni momento del giorno e della notte, si impegnano per garantire sicurezza sul territorio nazionale.
Siamo dispiaciuti per la morte delle due persone oggetto di intervento a Olbia e Genova, ma cosa avrebbero dovuto fare i colleghi di fronte a soggetti esagitati che hanno creato pericolo per la collettività?
Giuseppe Mancuso
Segretario regionale aggiunto Lazio NSC
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY