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Viterbo - Fiera alla Quercia - Dietro c'è ancora una volta lo zampino dell'associazione Villaggio Querciaiolo

Non solo bancarelle, sabato sera si cena, si balla e si ride con Martufello

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Associazione Villaggio Querciaiolo

Associazione Villaggio Querciaiolo

Associazione Villaggio Querciaiolo

Associazione Villaggio Querciaiolo

Viterbo – (sil.co.) – Non solo bancarelle per tutta la giornata, sabato sera si cena, si balla e si ride con Martufello. Dopo oltre venti anni di assenza, promette bene il ritorno della fiera alla Quercia. E dietro c’è ancora una volta lo zampino dell’associazione Villaggio Querciaiolo. 

Oltre alle bancarelle della mostra mercato dell’artigianato, ci saranno anche stand gastronomici, musica dal vivo e un’area bimbi.

Ai più piccini, a partire dalle ore 19, sarà dedicato lo spettacolo Fiocco di neve, “con neve vera” promette l’associazione Villaggio Querciaiolo. Alle ore 21, invece, è in programma lo spettacolo di cabaret “Dippiù nin zo’ di Martuffello e a seguire musica dal vivo con l’Orchestra Emanuele Imperoli. 

Da fine mese, inoltre, torneranno le giostre per i più piccini, allestite in piazza del Santuario, su un’area di circa 60 metri quadri, dal 27 agosto al 21 settembre. 

L’associazione Villaggio Querciaiolo partecipa anche all’infiorata del Corpus Domini e al focarone di Sant’Antonio del 17 gennaio e organizza le giornate ecologiche, concerti in piazza gratuiti, il pranzo di Natale dei querciaioli, cene sotto le stelle durante l’estate e altre occasione di socializzazione e solidarietà durante l’arco dei dodici mesi. 

C’è ancora chi ricorda, nel frattempo, i tempi in cui alla frazione della Quercia si veniva perfino dalla Toscana e dall’Umbria per la fiera del bestiame. Secondo alcuni documenti la fiera della Quercia in località Campo Boario sarebbe stata istituita a metà del Duecento, mentre nel Cinquecento papa Giulio II decretò che fosse libera da ogni tassa. 

Nei primi del Seicento papa Clemente VIII decise che la fiera di maggio doveva iniziare il mercoledì precedente alla Pentecoste e finire otto giorni dopo la festività del Corpus Domini mentre quella di settembre doveva iniziare il 12 e concludersi il 4 ottobre. 

A metà Ottocento, per evitare che gli animali fuggissero, furono realizzati dei robusti recinti in legno che oltre ad essere numerati dovevano rimanere chiusi a chiave. Il grande abbeveratoio ancora esistente fu realizzato da Pietro Bertarelli nel 1892.

Nei primi decenni del Novecento in questo spazio venne creato un ippodromo per la corsa alla tonda di cavalli con fantino che si svolgeva durante le festività di Santa Rosa mentre intorno alla metà del secolo scorso fu utilizzato anche come pista per gare di moto.


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22 agosto, 2025

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