A scoprire il cadavere è stato il padre 94enne, che ha dato l’allarme con una telefonata disperata al 112. In casa c’era anche il figlio ventiquattrenne della vittima, mentre la moglie si trovava fuori città per lavoro.
Le indagini coordinate dal pm Raffaele Pesiri restano aperte su più fronti. Col passare delle ore appare meno probabile la pista del suicidio, mentre si fa largo l’ipotesi di un delitto. Otto specialisti del Ris sono entrati in azione per raccogliere impronte, reperti biologici e tracce utili, sia nell’abitazione che nella vettura.
Oggi sarà affidato al medico legale Massimo Lancia l’incarico per l’autopsia. Intanto parenti e vicini vengono ascoltati in caserma: più di uno ha raccontato di frequenti tensioni familiari e litigi dentro quelle mura, tanto da richiedere in passato l’intervento delle forze dell’ordine.
Ex colleghi e amici lo ricordano come un uomo riservato e scrupoloso: “Amava troppo la vita”, sottolinea chi lo conosceva bene, convinto che non avrebbe mai compiuto un gesto estremo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.












