Viterbo – “Ottica Burla poteva restare tranquillamente aperta, ma penso di poter far meglio fuori le mura”, Massimo Burla racconta la chiusura, a breve, della sua storica attività nella centralissima piazza del Plebiscito.
Massimo Burla
Un’attività che in diverse decadi ha visto a lavoro tre generazioni. Dopo la chiusura annunciata di Officine Toscane in via Roma, un’altra chiusura commerciale eccellente. Chiusura che non lascia indifferenti, che segue e purtroppo nei prossimi mesi sarà seguita da altre chiusure.
Come mai tutte queste chiusure secondo lei? Cosa succede al centro storico?
“Ci sono diversi fattori che hanno concorso a questa situazione, dall’abbandono del centro da parte dei residenti, al proliferare dei centri commerciali.
Ritengo che nel corso degli anni tutti i centri commerciali nati abbiano dato problemi al centro storico ma anche a loro stessi; si sono fatti alla fine concorrenza anche tra di loro”.
Un problema annoso quello del centro storico, primo punto all’ordine del giorno della campagna elettorale di ogni sindaco. Ma mai nessuna ricetta si è finora rivelata quella giusta.
“Sì è proprio vero, e anche tra noi commercianti ci sono opinioni diverse, anche riguardo al dibattito sulla chiusura del centro storico alle auto. Molti commercianti vorrebbero la chiusura al traffico del centro.
Non vorrei essere un uccello del malaugurio, ma io penso che appena ciò avverrà alcuni tipi di negozi, come quelli di abbigliamento, entreranno ancora in più sofferenza. È giusto chiuderlo, ma prima bisogna portarci gente e collegamenti, dando il modo di raggiungerlo facilmente”.
Viterbo – Centro storico – Chiude l’ottica Burla
Il negozio di sua proprietà sarà preso in gestione dal bar centrale che amplierà così la propria attività.
“Sì. E innanzitutto voglio dire che sono molto felice che lo prenderanno loro. È certamente segno di una trasformazione. Ivan (Ivan Guerrini, titolare del bar centrale, ndr) ha fatto un’ottima scelta affittandolo, anche perché la trasformazione in atto del centro in chiave turistica favorisce certi tipi di attività, come bar e ristoranti.
Bisogna lavorare su questo. Per certo tipo di commercio, come lo si concepiva trent’anni fa, non c’è più posto”.
Massimo Burla nel suo negozio con una cliente
Un’analisi lucida che denota una presenza radicata e consapevole anche di cosa va e cosa non va, e la capacità di riorientare le vele.
“Sì assolutamente. Io voglio bene a Viterbo e puntare sul turismo per il centro a mio avviso è l’unica strada possibile. Viterbo ha un potenziale turistico enorme che sfrutta in minima parte, solo in alcuni periodi dell’anno. Per aumentare il numero di persone che comprano bisogna aumentare il numero delle persone che vengono in centro, e bisognerebbe lavorare di più sul turismo e anche sui buoni collegamenti con Roma”.
Viterbo – Centro storico – Chiude l’ottica Burla
Le dispiace lasciare il centro storico?
“Sì, moltissimo, mi dispiace per il nome: sono 25 anni che svolgo questa attività, che è un’attività legata alla storia della mia famiglia, prima a mio nonno e poi a mio padre. Mi dispiace molto affettivamente. Ma ho dovuto fare questa scelta dolorosa per ottimizzare meglio il mio tempo professionale, e anche i miei investimenti.
Sono anni che non sento questa mia volontà ripagata come vorrei. Ottica Burla poteva restare tranquillamente aperta, ma penso di poter far meglio fuori le mura, questo è il mio pensiero”.
Durante l’intervista all’ottico Burla, si resta colpiti dall’empatia che ha con i suoi clienti. Segno di un qualcosa che va molto oltre il rapporto commerciale cliente – imprenditore.
Viterbo – Centro storico – Chiude l’ottica Burla
Vuole dire qualcosa ai suoi clienti?
“Sì, ci tengo a ringraziare chi in questi anni mi ha dato fiducia. Fino al 20 settembre proseguirà la vendita promozionale e a chi verrà in queste settimane avrò il piacere di raccontare dove potranno trovarmi in futuro”.
Irene Temperini
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