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Viterbo - Il primo vademecum nella Tuscia a difesa degli operai voluto da Asl, Flai Cgil, Fai Cisl, Uila, Coldiretti, Cia e Confagricoltura

Agricoltura, le regole per tutelare i braccianti contro le alte temperature

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Viterbo – Un vademecum per tutelare i braccianti agricoli. Il primo in assoluto in provincia di Viterbo. Un vademecum contro le alte temperature realizzato dai servizi PreSAL delle Asl e da rappresentati sindacali di Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Lega comunale di Viterbo, Cia, Confagricoltura e Coldiretti. Un lavoro che ha visto collaborare azienda sanitaria, organizzazioni datoriali e sindacali.

Braccianti agricoli - Immagine di repertorio

Braccianti agricoli – Immagine di repertorio


Un vademecum che si rivolge ai datori di lavoro, ai responsabili e agli appartenenti al servizio di prevenzione e protezione, ai medici competenti, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e ai consulenti, con l’obiettivo di mettere a disposizione gli elementi fondamentali per la corretta prevenzione e protezione dall’esposizione ad alte temperature.

Il vademecum detta dunque le regole ai datori di lavoro per evitare l’esposizione prolungata al sole. “Il vademecum – sta scritto in premessa al Vademecum prevenzione del rischio da esposizione ad alte temperature – riporta i passaggi logici fondamentali per valutare i rischi e attuare le misure di prevenzione e protezione dell’esposizione e le indicazioni e suggerimenti pratici presenti nei documenti nazionali e regionali per superare alcune criticità”̀.

“Nel vademecum – prosegue la premessa – viene anche proposta una scheda di autovalutazione per le imprese che ha lo scopo di orientare il datore di lavoro e i suoi collaboratori nella corretta gestione della prevenzione da esposizione ad alte temperature. Nel testo del vademecum sono segnalate le parti correlate alle domande contenute nella scheda di autovalutazione per renderne più pratico ed agevole l’utilizzo.

“Il vademecum – continua la premessa – rappresenta il risultato dell’impegno di un tavolo tecnico composto da professionisti operanti nei Servizi PreSAL delle Asl, da rappresentati sindacali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Lega comunale di Viterbo, da rappresentanti delle associazioni datoriali Cia, Confagricoltura e Coldiretti”.

Un tavolo tecnico nato a seguito dell’incontro del 10 luglio in prefettura voluto dai segretari generali dei sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Lega comunale, rispettivamente Marco Nati, Andrea Piferi e Antonio Biagioli.

Subito dopo l’ordinanza della regione Lazio con cui con cui si vieta “il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16, con efficacia immediata – sta scritto nell’ordinanza – e fino al 15 settembre 2025, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e affini, nelle cave e nelle relative pertinenze esterne, nonché nel settore della logistica di piazzale e della consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote”.

“Basta con i braccianti costretti a lavorare sotto il sole – hanno detto i segretari di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Lega comunale nel momento in cui hanno chiesto l’incontro in prefettura –. La delibera regionale che impone di non lavorare tra le 12,30 e le 16 va rispettata”.


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5 settembre, 2025

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