Viterbo – (sil.co.) – Somma record di 688mila euro in una cassetta di sicurezza, è stata accolta dal riesame l’istanza di dissequestro del denaro presentata dalla difesa del profumiere viterbese indagato per riciclaggio.
Il provvedimento è scattato a fine luglio durante una perquisizione condotta dalla guardia di finanza, su delega del pubblico ministero Massimiliano Siddi. I militari erano alla ricerca di documenti societari relativi a un’indagine avviata in origine a Terni.
Il denaro, diviso in mazzette, è stato scoperto casualmente all’interno di una banca del centro.
L’imprenditore, figura conosciuta in città per la sua attività commerciale nel settore profumi, è indagato ma non destinatario di misure cautelari.
Il difensore Angelo Di Silvio ha presentato ricorso al tribunale del riesame, ritenendo il sequestro privo dei presupposti previsti dalla legge.
L’avvocato ribadisce che il suo assistito “ripone massima fiducia nella magistratura ed è a completa disposizione dell’autorità giudiziaria”. “Il denaro custodito nella cassetta di sicurezza è stato regolarmente detenuto e non ha nulla a che fare con attività illecite”.
“Si tratta di una attività storica – sottolinea Di Silvio – di rilievo non locale, che ha come obiettivo principale il lavoro, il sacrificio e il successo”.
“Il mio assistito è a disposizione dell’autorità giudiziaria perché non ha nulla a che fare con il laundering, con il riciclaggio”, conclude il legale.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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