Provo – Lutto nel mondo del cinema, è morto l’attore e regista Robert Redford.
È venuto a mancare Robert Redford, 89 anni, icona del cinema americano e internazionale. La notizia è stata diffusa dal New York Times e confermata dallo studio tramite Cindi Berger, Ceo di Rogers & Cowan PMK. Redford è morto nel sonno nella sua casa di Provo, nello Utah.
Nato il 18 agosto 1936 a Santa Monica, California, da madre casalinga e padre lattaio, Redford perse la madre da giovane e abbandonò gli studi nel 1956 per seguire la sua vocazione artistica in Europa. Fu sposato con Lola Van Wagenem dal 1958 al 1985, con la quale ebbe quattro figli: il primogenito morì in tenera età; Shauna (fotografa), James (regista e attivista, scomparso nel 2020) e Amy (attrice e regista). Nel 2009 sposò l’artista tedesca Sibylle Szaggars.
Ha dato l’addio alla recitazione: l’ultima apparizione cinematografica risale al 2019 in Avengers: Endgame, mentre il suo ultimo ruolo da protagonista fu in The Old Man & The Gun (2018).
Una carriera ricca di successo
Attore di grande versatilità, Redford è diventato celebre sin dagli anni ’60-’70. Tra i suoi ruoli più ricordati: A piedi nudi nel parco (1967), La stangata (The Sting, 1973), Come eravamo (The Way We Were, 1973), e La mia Africa (Out of Africa, 1985). Ha ricevuto l’Oscar come regista per il suo film Gente comune (Ordinary People, 1980), opera che esplora il dolore, la perdita e le tensioni all’interno di una famiglia dopo la morte di un figlio.
Un impegno per il cinema indipendente
Oltre che interprete e regista, Redford è stato un pioniere: nel 1981 ha fondato, insieme a Sydney Pollack, il Sundance Institute, con lo scopo di sostenere nuove voci del cinema indipendente. Pochi anni dopo, acquistò un festival in Utah, trasformandolo nel Sundance Film Festival, oggi punto di riferimento mondiale per autori emergenti.
Robert Redford non è stato solo un divo, ma anche un artista che usava il cinema come strumento di introspezione e critica sociale. Dai temi del potere e della corruzione politica fino a quelli del lutto e della famiglia, i suoi film hanno contribuito a far riflettere intere generazioni. Con la sua morte si chiude un capitolo fondamentale nella storia del cinema, ma le sue opere continuano — e continueranno — a parlare, ispirare, scuotere.
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