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Riceviamo e pubblichiamo – Si è conclusa a Nepi la peregrinatio della statua di San Michele Arcangelo proveniente dal Gargano per la prima volta nella Tuscia, prima di ripartire alla volta del Piemonte e della Toscana, con una corale partecipazione di persone accorse per mettersi sotto le ali protettrici del celeste tutore.
L’intero paese è stato in fermento in questi giorni perché è contagiosa l’energia e la voglia di fare del parroco , Janusz Konopacki che si fa spesso promotore di eventi per avvicinare più gente alla chiesa, specie quest’anno in cui si celebra l’Anno della fede, al fine di condividere la gioia della preghiera fraterna e infondere speranza a tutti.
Intenso il lavoro dei volontari che nei giorni precedenti la visita della statua hanno preparato con cura i luoghi dove essa sarebbe stata accolta , dopo aver studiato un programma prestabilito da mesi.
Nella chiesa Santa Famiglia il parroco ha voluto rappresentare il luogo simbolo della statua a Monte Sant’Angelo con una enorme grotta in cartapesta riproducente quella naturale sul Gargano, in uno scenario suggestivo dal forte impatto emotivo, mentre nella splendida cornice architettonica della chiesa cattedrale San Michele Arcangelo è stato accolto fra un tripudio di fiori bianchi, addobbo speciale a suggellare una solenne atmosfera.
Ogni giornata è stata accompagnata da tante celebrazioni, veglie di preghiere, decine di fedeli in fila per la liturgia scapolare, ognuno con le proprie storie personali e familiari, gente di ogni età e condizione.
Incancellabile l’allegria e la devozione dei tanti bambini che hanno risposto in massa all’invito del parroco a partecipare alla Santa Messa, alcuni persino vestendosi in maschera come l’Arcangelo San Michele.
Novità assoluta per Nepi, fortemente voluta da padre Janusz è stata quella di benedire con la statua ogni angolo del paese, trasportandola anche nelle vie più periferiche, durante una processione durata molte ore, in macchina, lungo le strade cittadine illuminate dai lumini accesi che creavano un suggestivo scenario, arricchito da canti coinvolgenti, che davano all’abitato un’immagine quasi fiabesca.
Il vescovo Romano Rossi, che insieme al sindaco Franco Vita e alle altre autorità’ civili e militari, ha partecipato alle processioni, è rimasto particolarmente colpito da alcuni momenti della festa religiosa in cui tutta la popolazione avvertiva la propria unità attorno al Santo guerriero e sprigionava un’intensità di emozioni.
Corollario di questa breve, ma intensa esperienza di fede è stato il grande regalo di p. Janusz per i suoi parrocchiani, con la collocazione permanente della Statua di San Michele Arcangelo protagonista della peregrinatio nella chiesa di San Pietro, in una nicchia realizzata con rocce originarie di Monte Sant’Angelo, dove tutti potranno continuare a venerarla e le parrocchie interessate a richiederla, come già avvenuto e verso cui subito ripartirà, si prospetta, per un lungo viaggio.
Pamela Paparoni
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