Caprarola – (sil.co.) – Ðà del “cornuto” al conducente del pullman e della “zoccola” alla ex moglie e alla figlia. Ma non c’è stata interruzione di servizio. Assolta.
Era una mattina di novembre del 2020 quando la donna è salita sul bus di linea della Cotral diretto a Roma a Caprarola, cominciando subito a disturbare gli altri passeggeri e a insultare l’autista.
Il conducente, dopo avere tentato inutilmente di calmarla, e stato costretto a chiamare i carabinieri che hanno atteso il pullman alla fermata di Rio Vicano, dove il mezzo ha dovuto effettuare una sosta di una ventina di minuti, prima che i militari convincessero la donna a scendere dal mezzo e seguirli in caserma.
Imputata di interruzione di pubblico servizio, ieri è stata assolta con formula piena dal giudice Jacopo Rocchi.
“La passeggera è nota in paese per le sue intemperanze, tuttora i vicini chiamano spesso i carabinieri”, aveva spiegato l’autista. “Mi dava del cornuto, diceva che la mia ex moglie era una zoccola e che mia figlia avrebbe fatto la stessa fine della madre. Urlava contro i passeggeri. Era impossibile proseguire il viaggio in quelle condizioni, per cui ho chiamato i carabinieri”.
I militari hanno per l’appunto fatto scendere la donna e l’autobus, seppure con un lieve ritardo, ha potuto proseguire fino a Roma. Ms non c’è stata interruzione di servizio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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