Viterbo – “Lo scopo della nostra vita è proteggere, servire e aiutare”. Sono le parole del questore Luigi Silipo in occasione della festa di San Michele Arcangelo, patrono della polizia di stato.
Il questore Luigi Silipo
Questa mattina la messa nella chiesa di Sant’Angelo in Spatha, a Viterbo. Ad officiarla, insieme al vescovo Orazio Francesco Piazza, il cappellano provinciale della polizia di Viterbo, don Flavio Valeri.
Il vescovo Orazio Francesco Piazza
“È un giorno di festa – ha esordito il vescovo Piazza – e celebriamo chi ha offerto la vita indossando questa divisa. Dietro la divisa ci sono famiglie e ci sono persone.
Le parole chiave sono la protezione e la collaborazione – ha continuato il vescovo -. La forza di contrasto al male parte soprattutto dalla coesione interna. Il bene ha più forza del male. Il negativo va contrastato con tutte le energie ma dobbiamo far crescere il senso della sicurezza e della tutela, valori che impegnano la vita di ognuno di noi”.
Alessandro Romoli, Chiara Frontini, Sergio Pomponio
Presenti alla celebrazione, tra gli altri, il prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, il presidente della provincia, Alessandro Romoli, la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, il comandante provinciale dei carabinieri, Alfredo Antro, il comandante provinciale della guardia di finanza Carlo Pasquali, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mauro Caprarelli, il procuratore della Repubblica, Mario Palazzi, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, il capofacchino Luigi Aspromonte, il consigliere regionale Daniele Sabatini.
Luigi Silipo, Mario Palazzi, Fabio Zampaglione
“Intorno a noi devono crescere la sensibilità e il rispetto orientati alla sicurezza. Signor questore, siamo fieri di quello che state facendo – ha sottolineato il vescovo -. Il nostro cammino è come la battaglia celeste, vinciamo le seduzioni perché non venga mai meno la fierezza dell’appartenenza a questo corpo”.
A conclusione della messa è stata data lettura della preghiera della polizia di Stato e il coro ha intonato l’inno a San Michele Arcangelo.
Viterbo – La polizia celebra San Michele Arcangelo
La parola è poi passata al questore Silipo che ha ringraziato e ha rivolto un pensiero ai presenti.
“Ringrazio le poliziotte e i poliziotti della Tuscia – ha detto Silipo -. Grazie al vescovo per le sue parole nei nostri confronti. Un sentimento simile ci riempie cuore e anima di orgoglio. Ogni giorno è una sfida e una lotta, nelle piccole cose. Combattiamo soprattutto con noi stessi per vincere retrosie e pigrizia che non devono farci girare dall’altra parte, ma devono guidarci verso la nostra via e il nostro modo di essere.
Viterbo – La polizia celebra San Michele Arcangelo
Il nostro non è un lavoro – ha sottolineato il questore -, siamo poliziotte e poliziotti nel nostro essere, e lo scopo della nostra vita proteggere, servire e aiutare. È uno stile di vita. Sono orgoglioso dei colleghi per ciò che fanno ogni giorno.
In questa giornata – ha concluso – rinnovo la mia preghiera a San Michele di esserci accanto sempre e di darci la forza di riconoscere il male quando ce lo abbiamo davanti per combatterlo, affrontarlo e sconfiggerlo”.
Viterbo – La polizia celebra San Michele Arcangelo
San Michele Arcangelo, nominato nel 1949 da papa Pio XII patrono della polizia di stato, rappresenta un simbolo carico di significato.
La sua immagine, con la spada e il piede che schiaccia il male, richiama la missione quotidiana delle forze dell’ordine: difendere la legalità, garantire sicurezza e ordine pubblico, ma anche proteggere i più deboli e prestare aiuto a chi si trova in difficoltà.
Elisa Cappelli
– Il questore Luigi Silipo alla mamma di Leonardo Cristiani: “Assunta sei l’orgoglio della polizia di stato di Viterbo”
Alessandro Romoli e Chiara Frontini
POLIZIAMODERNA: NUMERO SPECIALE PER RACCONTARE L’ATTIVITA’ DELLA POLIZIA DI STATO DURANTE L’ANNO GIUBILARE
Nella giornata del Patrono della Polizia di Stato è stata distribuita un’edizione straordinaria di Polizia Moderna, mensile ufficiale della Polizia di Stato, dal titolo “Pace e sicurezza”, dedicata all’impegno della Polizia di Stato nei giorni dei funerali di Papa Francesco e dell’elezione di Papa Leone XIV.
Lo speciale “Pace e sicurezza” racconta le professionalità e le attività messe in campo per garantire, in una cornice di massima serenità e sicurezza, le esequie di Papa Francesco, il conclave e l’intronizzazione di Papa Leone XIV. Un racconto cadenzato da fotografie inedite, dalle voci dei protagonisti della sicurezza e del mondo ecclesiastico, dalle impressioni degli esperti di comunicazione e dalle testimonianze di giovani studenti della Libera Università Maria Santissima Assunta e dei volontari dell’Associazioni Santi Pietro e Paolo presenti in piazza San Pietro: storie dietro la grande storia, nei giorni in cui il mondo si è ritrovato a Roma, con migliaia di pellegrini e fedeli nonché oltre 140 delegazioni straniere e capi religiosi.
Con una tiratura di un milione e duecentomila copie e grazie alla collaborazione per la distribuzione di Poste Italiane, è stato possibile inviare gratuitamente questo numero speciale ai fedeli delle venticinquemila parrocchie d’Italia, oltre che alle Questure, agli abbonati e alle autorità istituzionali. “Pace e sicurezza” in formato digitale ha raggiunto in tutto il mondo anche i 103 nunzi apostolici. Nella prefazione, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rimarca il legame inscindibile tra pace e sicurezza, concetti che si sono concretizzati nel volto rassicurante degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine impegnati in quei giorni e nelle strategie adottate per prevenire qualsiasi turbamento della convivenza civile.
Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, nell’articolo che porta la sua firma, sottolinea come la pace – oggi un bene sempre più raro e prezioso – è al centro dell’impegno della Santa Sede nella comunità internazionale, nel costante tentativo di costruire ponti fra persone, popoli e culture. Il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, nel suo editoriale, esprime profonda riconoscenza per la sinergica collaborazione tra tutte le forze di polizia, la Gendarmeria Vaticana e le associazioni di volontariato coinvolte, ricordando come la sicurezza rappresenti il presupposto fondamentale per l’esercizio della libertà religiosa, una delle più antiche espressioni della libertà umana.
Tra i vari contributi, quello di Alessandro Gisotti, Vice Direttore editoriale dei media vaticani, già direttore ad interim della Sala stampa della Santa Sede, che sottolinea “l’importanza della comunicazione in occasione della morte di Papa Francesco e dell’elezione di Papa Leone XIV. In particolare, la comunicazione vaticana in quei giorni ha rappresentato un servizio pubblico globale, non solo per i media cattolici ma per le migliaia di giornalisti di ogni cultura, lingua e nazione, che sono arrivati a Roma per raccontare un evento – il passaggio da un Papa ad un altro – che ha in sé il fascino della tradizione e dello sguardo verso il futuro”.
Anche il giornalista Aldo Cazzullo ha scritto su “Pace e sicurezza”, elogiando l’efficienza dell’apparato di sicurezza, capace di gestire l’arrivo di decine di capi di Stato e di governo e, al contempo, di garantire l’incolumità dei pellegrini, il tutto in un Anno Giubilare già denso di eventi. Nel suo contributo al numero speciale, Cazzullo propone anche una riflessione sulle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale, che rischia di sostituire e marginalizzare l’uomo, esprimendo tuttavia fiducia nella saggezza di Papa Leone XIV, capace di indicare la giusta direzione per affrontare questi rischi.
Viterbo – La polizia celebra San Michele Arcangelo
Viterbo – La polizia celebra San Michele Arcangelo
Viterbo – La polizia celebra San Michele Arcangelo
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