Viterbo – “È stata portata all’ospedale dal compagno per un’emorragia e non pensavano a uno sviluppo così grave”. È il racconto di Orietta Celeste, la legale della famiglia della 36enne che è morta all’ospedale Santa Rosa domenica mattina.
Una tragedia che ha lasciato tutti sotto shock e che, per il momento, rimane inspiegabile.
Soltanto le indagini degli inquirenti potranno fare chiarezza per dare una risposta ai familiari che si sono trovati a vivere il momento più drammatico della loro vita.
Stando a quanto ricostruito, Alessandra Petronio è arrivata in ospedale la sera di sabato 27 settembre con delle perdite di sangue dal basso ventre, ed è morta domenica 28.
“Questa giovane donna è stata accompagnata in ospedale dal suo compagno per un’emorragia e non pensavano che ci sarebbe stato questo sviluppo così grave che ha portato al decesso – racconta l’avvocato di famiglia, Orietta Celeste -. Lui è rimasto ad attendere l’esito fino a che poi alle 12 del giorno dopo ha saputo che era stata ricoverata in terapia intensiva, dove è deceduta.
La procura ha aperto un’indagine nei confronti di ignoti per verificare le cause della morte e diagnosticare le motivazioni – precisa Celeste -. Nelle prossime ore è in programma l’esame autoptico, in occasione del quale sono stati nominati dei medici legali. Una volta accertate le cause valuterò, insieme al nostro medico legale di parte, se ci sono state eventuali responsabilità medico sanitarie”.
All’esame parteciperà anche uno specialista ginecologo nominato dalla procura.
“La famiglia è distrutta – ha raccontato l’avvocato Celeste, particolarmente legata alla donna e ai suoi parenti -. Non sono della Tuscia ma abitano a Viterbo da molti anni, gestiscono delle note attività e sono persone speciali, professionisti serissimi. Da 15 anni ci lega una forte amicizia e siamo tutti sconvolti. La coppia ha anche un bambino molto piccolo”.
I familiari, attualmente tutti parte offesa nel procedimento contro ignoti aperto dalla procura, sono stretti nel dolore più assoluto.
“Il compagno – precisa ancora l’avvocato Celeste – ha atteso per molto tempo l’esito per poi venire solo dopo a conoscenza che era già deceduta. Attendiamo tutti i risultati dell’esame autoptico e poi vediamo come tutelare la famiglia”.
Nessuno si aspettava un epilogo del genere. Poiché, come sottolinea Celeste, “non si pensava che questa emorragia avrebbe avuto questo esito, la donna è entrata in ospedale accompagnata ma camminava”.
Non resta che attendere l’autopsia in programma nei prossimi giorni in cerca di una risposta che possa spiegare ai familiari della giovane donna cosa è successo e perché.
Elisa Cappelli
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