Lasciateci almeno la libertà di scelta.
Magari anche di sbagliare. Ma lasciatecelo fare.
L’ennesima proposta di legge che viene dalla Pisana, firmata dalla consigliera Olimpia Tarzia, punta a riformare e “riqualificare” i consultori familiari.
Quei luoghi che la maggior parte delle donne nemmeno sa dove siano nella propria città. Ma che per alcune, spesso sfortunate, rappresentano un’ancora di salvezza. Un punto dove andare quando si devono fare scelte, a volte dolorose. Punti dove ottenere informazioni su come fare un’interruzione di gravidanza.
La riqualificazione proposta da Olimpia Tarzia parte dal luogo fisico, il consultorio appunto, che diventa un’istituzione posta a tutela dei valori della famiglia, ovviamente quella tradizionale. Per arrivare a modificare anche il contenuto. Nei consultori previsti da Tarzia, infatti, si farà propaganda per difendere la vita fin dal concepimento.
E, come se non bastasse, le gentili signore, che avranno necessità di un consultorio, troveranno anche gentili volontari di associazioni cattoliche che sussurreranno nell’orecchio delle donne cosa la loro religione consiglia di fare. E le schederanno per poi richiamarle a casa in caso di forti dubbi.
Forse è troppo. Forse è troppo anche per una società, che se pur costruita in parte sulle basi del cattolicesimo, ha lottato per affermare, pochi ma basilari, principi laici.
Uno di questi è quello scritto a caratteri cubitali nella 194. Quella legge straordinaria che dona alle donne la facoltà di decidere. Di scegliere. Di pensare che forse potrebbero anche non farlo. Perché diventare madre è anche una scelta.
Ma chi ha steso questa legge lo sa? Sa che si può anche avere dubbi, si può anche sbagliare nella vita?
Far passare in modo subdolo stratagemmi per modificare una legge che per la prima volta ha messo le donne in condizione di autogestirsi, distrugge anche tutte le recenti leggine per le pari opportunità.
Cosa ce ne facciamo, noi donne, di “lasciapassare” per entrare nelle liste elettorali bloccate, nei cda delle aziende, se poi ogni giorno c’è un nuova proposta di legge per farci smettere di scegliere. Di autodeterminarci.
A questo punto smettiamo anche di pensare. Tanto non servirebbe a niente. Tanto meno a noi. Smettiamo di credere alle pari oppurtunità. Smettiamo di sentirci libere. E continuiamo pure a farci tutelare come fossimo panda a rischio estinzione.
E sorridenti nel nostro bel recinto, ogni tanto riusciremo anche a ottenere un contentino, perché avremo risposto sì alla domanda sbagliata. Complimenti.
Maria Letizia Riganelli
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