Bassano Romano – Riceviamo e pubblichiamo – Sembra una storia assurda, ma è la realtà di Bassano Romano, dove i cittadini, da mesi, convivono con l’assenza di acqua potabile, una mancanza certificata da una ordinanza sindacale che, addirittura, ne estende la valenza a buona parte del 2026.
Come se non bastasse, la Asl, nei mesi di agosto e settembre, ha segnalato al Comune e a Talete, la necessità di intervenire urgentemente per abbattere la presenza nell’acqua di elementi fisici e chimici patogeni, evidenziati da campionamenti e prelievi effettuati in diversi punti della rete idrica comunale da Arpa Lazio.
Un disagio enorme che ha risvolti sanitari, ma anche economici per le famiglie bassanesi, costrette, loro malgrado, ad acquistare acqua in bottiglia per garantirsi l’espletamento di normali funzioni alimentari.
Quindi, il danno dopo la beffa di un servizio già pagato a caro prezzo, viste le tariffe idriche esorbitanti applicate da Talete, con il consenso del comune di Bassano Romano.
Perché i cittadini dovrebbero pagare per un servizio che non esiste, tanto più che, in questi mesi, ne’ il Comune né Talete sono stati in grado di assicurare un approvvigionamento idrico alternativo, almeno agli esercizi commerciali, alle scuole, alle persone che vivono una condizione di fragilità sociale ed economica?
È una domanda di semplice buon senso che circola in paese, soprattutto, alla luce del fatto che Talete (che dovrebbe produrre la prossima bollettazione) è una società pubblica, partecipata anche dal Comune di Bassano Romano, che ne detiene una quota azionaria e che siede nell’ assemblea dei sindaci che è il suo organo di indirizzo.
Non dovrebbe essere quindi molto complicato per i rappresentanti del Comune di Bassano battersi in assemblea di Talete affinché i cittadini possano pagare soltanto per i giorni in cui hanno fruito effettivamente di acqua potabile (dal 1 aprile al 21 luglio 2025), evitando invece la beffa di un pagamento doppio: per un servizio che non c’è e per l’acquisto dell’acqua in bottiglia necessaria per cucinare e per lavarsi i denti.
Sarebbe una forma minima di risarcimento e di compensazione per il disagio grave che i cittadini bassanesi stanno subendo.
Siamo sicuri che questa richiesta possa essere condivisa e sostenuta da tutto il Consiglio comunale di Bassano Romano.
Non farlo sarebbe grave ed ingiusto verso l’intera comunità”.
Associazione Bassano Partecipa
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