Ischia di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Ai confini dell’area vulcente tra la maremma toscana e il territorio del comune di Ischia di Castro emergono dal terreno tufaceo le vestigia della città di Statonia. Le sue origini vanno ricercate nel VII sec. a.C. alla fine dell’Orientalizzante e della sua esistenza e collocazione ci portano notizia illustri storeografi e trattatisti latini come Plinio, Seneca e Vitruvio.
Creatura mitologica a guardia delle tombe
A segnalarci l’esistenza di questo importante abitato sono tre grandi necropoli ubicate vicino al santuario del Santissimo Crocifisso di Castro, sepolcreti appartenenti tra l’altro a ricche famiglie aristocratiche come il casato principesco a cui apparteneva la Tomba della Biga.
Dalle antiche cronache sappiamo che Statonia era collocata sul tracciato della via Clodia, arteria commerciale tra Tuscania e Saturnia e che aveva vicinissimo un Lacus Statoniensis oggi individuato in Mezzano. L’abitato ebbe il suo apogeo in epoca ellenistica diventando una metropoli etrusco-romana.
Tombe nell’area di Statonia
Ricchissimi i corredi funebri provenienti da quest’area conservati all’antiquarium Pietro Turiddo Lotti di Ischia di Castro e imponenti le vestigia dell’area sacrale difronte al santuario del Crocifisso.
Un iscrizione appena accennata sulla via cava che sale dal corso del l’Olpeta è il messaggio enigmatico dell’antico popolo etrusco di Statonia.
Emanuel Alison Flamini
Cotredi funebri di Statonia al museo di Ischia di Castro
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