Un B-24 colpito dalla contraerea
Collazzone – “Quando l’aereo venne colpito l’ala sinistra prese fuoco e ci lanciammo con il paracadute”. Sono gli ultimi istanti di volo del bombardiere americano B-24 “Diddlin Dolly” sui cieli di Collazzone in provincia di Perugia raccontati dal secondo tenente Emil Mason, co-pilota a bordo del velivolo.
Era il 28 aprile 1944, intorno alle ore 13, quando la contraerea tedesca centrò il bombardiere quadrimotore statunitense, matricola 42-52077 con soprannome “Diddlin Dolly”, appartenente al 724esimo Bomb Squadron del 451esimo Bomb Group.
Era sui cieli italiani per una missione di bombardamento della base di idrovolanti di Orbetello insieme ad altri trentacinque B-24 versione H e quattro B-24 versione G con quaranta P-38 di scorta.
Una parte dell’equipaggio con il B-24 ‘Diddlin Dolly’
Ma proprio sopra Perugia la contraerea tedesca abbatté il velivolo che precipitò nel territorio del comune di Collazzone in località Marinetti.
Dopo 81 anni, grazie alla ricerca di Michele Mari, Angelo Fagioli e Angelo Moscatelli, con la collaborazione dell’associazione Romagna Air Finders e di Jonathan Tudor, è stata ricostruita nel dettaglio la storia di questo bombardiere e del suo equipaggio.
L’equipaggio del “Diddlin Dolly” era così composto: primo tenente Walter Graber Jr. (pilota), secondo tenente Emil S. Mason (co pilota), secondo tenente Albert E. Anderson (navigatore), secondo tenente James J. Horan (puntatore), sergente William L. Kuhnert (ingegnere di bordo), sergente Irwin Kushner (mitragliere nella ball turret), sergente John Battaglia (mitragliere destro), sergente William F. Womack (mitragliere sinistro), sergente James R. Ogden (mitragliere di coda), sergente Edward E. Noneman (operatore radio).
Parte dell’equipaggio del B-24 ‘Diddlin Dolly’ – In prima fila da sinistra a destra: William Kuhnert – Edward Noneman – Irwin Kushner – Seconda fila: Robert Preston – James Ogden – In basso a destra: John Battaglia
Gli ultimi istanti di volo, in quel lontano 28 aprile 1944, sono riportati sul rapporto militare di mancato rientro alla base del velivolo, (Macr – numero 4528), ritrovato nel corso della ricerca.
“Quando venimmo colpiti dal fuoco nemico – spiega il tenente Emil Mason co-pilota a bordo dell’B-24 ‘Diddlin Dolly’ – l’ala sinistra prese fuoco. Il tenente Graber ordinò all’equipaggio di abbandonare l’aereo, io premetti il pulsante per l’uscita. Mantenemmo il velivolo in volo il più a lungo possibile mentre l’ingegnere apriva le porte delle bombe. Sono saltato con il paracadute insieme al tenente Graber. Credo che tutto l’equipaggio sia riuscito a uscire, credo anche che un membro dell’equipaggio sia morto durante il salto”.
Nove membri dell’equipaggio si paracadutarono dall’aereo in fiamme mentre Albert Anderson rimase ucciso e ritrovato nella carlinga dell’aereo senza vita.
B-24 in volo
“Dopo che l’aereo del tenente Graber è stato colpito – spiega Bert Hulbert che in quel 28 aprile 1944 era a bordo di un B-24 della formazione – ha cominciato a precipitare. Ho contato nove paracadute che scendevano verso la città sottostante (Perugia)”.
Quasi tutti i nove membri dell’aereo vennero poi catturati dalle truppe tedesche e dai fascisti: Walter Graber e John Battaglia vennero portati all’Air Fleet Comand 2 di Verona; Irwin Kushner, James Ogden, William Kuhnert, Edward Noneman allo Stalag 3 di Sagan in Germania mentre William Womack venne portato al Dulag Luft.
Altre testimonianze degli ultimi istanti di volo del B-24 “Diddlin Dolly” sui cieli di Collazzone sono raccontati dagli altri membri di equipaggio degli aerei della formazione, sempre nel rapporto di mancato rientro alla base.
“Il motore numero due dell’aereo del tenente Graber – illustra il tenente James Coyle – fu colpito dalla contraerea quindici minuti prima del bersaglio vicino a Perugia: si sprigionò del fuoco dalla parte posteriore del motore e dal compressore. Il pilota riuscì a mantenere in formazione l’aereo per qualche minuto e poi scese sotto di me verso sinistra, ancora sotto controllo. Sparì dalla mia linea di vista in quel punto, ma credo avesse attivato il pilota automatico”.
“L’aereo Diddlin Dolly – aggiunge il sergente Charles Donnelly – stava volando vicino alla nostra ala destra quando una raffica di contraerea colpì la sua ala sinistra vicino al motore numero 2. Poi l’ala si spezzò e vidi l’aereo cadere a terra ed esplodere”.
Una storia, quella del B-24 “Diddlin Dolly”, riportata alla luce dopo 81 anni grazie ai documenti d’archivio, testimonianze e rapporti militari.
– 28 aprile 1944, il bombardiere Usa abbattuto a Collazzone era il B-24 “Diddlin Dolly”
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY