– Poggio Giudio, il parco archeologico non c’è e nemmeno la scala che dovrebbe portare da una parte all’altra della necropoli (fotocronaca).
L’area, che si trova a poche centinaia di metri da valle Faul, infatti, si estende su due livelli, quello a livello della strada, di proprietà di privati e l’altro, sopra, acquisito dalla provincia.
Dello stato d’abbandono in cui versa l’area, se ne è occupata di recente Tusciaweb e ieri in consiglio provinciale il capogruppo Fratelli d’Italia Gianluca Mantuano ha presentato un’interrogazione per capire il reale stato della situazione.
“Sono al corrente – spiega Mantuano – dell’esistenza di fonti per la messa in sicurezza . Si tratta di circa 50mila euro per la rupe e la raccolta delle acque reflue.
Tra l’altro a collegare le due parti c’era una scala in legno fino a poco tempo fa, andava sostituita con uno in cemento armato.
Sono a conoscenza del fatto che il progetto è stato presentato due volte, ma è sempre stato bocciato dalla Sovrintendenza”.
Andrebbe ripresentato. “L’incarico per la progettazione – spiega Mantuano – era stato affidato a un professionista, Raffaela Saraconi. Solo che nel frattempo è diventata assessore comunale ai Lavori pubblici.
Ora mi domando, può portare avanti lo stesso il lavoro, per un’area dove in convenzione ci sono provincia, comune, sovrintendenza e privati? E’ un punto che va chiarito per poi procedere”.
L’assessore provinciale alla Cultura Giuseppe Fraticelli preferisce non entrare nel merito: “L’incarico l’amministrazione lo ha assegnato prima che fosse nominata in comune – sottolinea Fraticelli – c’è stata una comunicazione scritta riferita all’ultimazione dell’incarico all’architetto Saraconi.
C’è l’esigenza di arrivare a una definizione. Proprio dieci giorni fa c’è stato un incontro con la Sovrintendenza che ha ribadito le linee guida dell’intervento, che sono inderogabili. Ho comunicato l’esito all’architetto.
Ci aspettiamo che a breve la progettazione sia definitivamente approvata”.
Mentre sul futuro di Poggio Giudio: “Per la provincia è economicamente difficile da sostenere la gestione di una simile area.
Potremmo alienarla a favore di chi manifesti interesse, a condizione di poterlo aprire.
Disponibilità è pervenuta, sempre d’intesa con la sovrintendenza e comunque salvaguardando il ruolo di controllo da parte della provincia”.
Giuseppe Ferlicca
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