Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Wild Sammartinese.
Alla fine l’ho fatto io. Non lo dico con l’orgoglio un po’ vanitoso che potrebbe accompagnare un atto di narcisismo mascherato da senso civico, ma con l’amarezza di guardare dall’altro lato della strada gli sterpi e le erbacce che crescono sull’unico marciapiede che costeggia via Fleming.
Il pericolo era reale dato che non era più possibile vedere le auto che scendono dall’ospedale senza sporgersi in avanti oltre la linea dello stop. Il metro e mezzo cubo di erbacce, compattate, che si vede sotto il cartello di Via F. Tomassucci, attende di essere rimosso prima di diventare compost.
Uso questo mezzo per una comunicazione di servizio avendo ormai rinunciato in generale a chiamare gli uffici comunali. L’ultima volta che ho provato con la polizia municipale ho ascoltato a lungo e inutilmente il risponditore elettronico che mi rimbalzava da un ufficio, virtuale, all’altro senza riuscire a parlare con nessuno.
Altra comunicazione di servizio: sul lato che corre verso l’ospedale, la “selva selvaggia aspra e forte” ha preso già da tempo il sopravvento e tutti gli scoli verso la canaletta di raccolta, anch’essa ingombra a tratti, sono bloccati provocando l’allagamento della carreggiata in occasione di qualsiasi precipitazione.
Questo causa, oltre a un evidente pericolo per la circolazione di una strada abbastanza trafficata, il mancato funzionamento della fognatura ormai asciutta. Sarà per questo che casa mia, quella che si vede dietro al cartello, ultimamente è sempre più visitata da topi, e non proprio topolini di campagna?
Perdonatemi se non mi sono spinto oltre con la mia zappetta a pulire, ma non vorrei finire sulle colonne di questo stesso quotidiano nella sezione necrologi. So che questa è terra di nessuno e che la responsabilità di chi deve gestire questo tratto di strada potrebbe essere sia del comune che della provincia, ma so anche che questo lavoro spetta a chi ha in appalto il servizio dalla provincia o dal comune che sia. Ci si è dimenticati di questa strada da quando è stata realizzata, ma non di inviare i bollettini con le salate tasse che puntualmente arrivano ogni santissimo anno.
Inoltre la strada Sammartinese viene percorsa da decine di pellegrini che se ne vanno a Roma percorrendo questo ramo della Francigena e ricevendo dalla città, che non ha mai spiccato per accoglienza, questo commiato che potrei definire barbaro o, meglio, imbarbarito.
Che vengano allora maestranze con mezzi capienti: quel metro e mezzo cubo l’ho accumulato curandomi di circa 7 metri lineari di bordo strada. Che vengano a tagliare e rimuovere la vegetazione spontanea, con l’auspicio che tornino nel tempo a tenere in ordine questa strada che è una delle porte di Viterbo.
Ps: L’albero che si vede non è sulla nostra proprietà ed è cresciuto indisturbato negli ultimi anni. Sarebbe interessante tagliarlo, si tratta pur sempre di un pericolo, e contare gli anelli capendo da quanto tempo nessuno passi più a pulire.
Il primo esempio di dendrocronologia applicata all’analisi della governance pubblica.
Giancarlo Busti
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