Celebrazione solenne nell’abbazia di San Martino al Cimino per gli ottocento anni dalla consacrazione – La principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj
Viterbo – “Iniziamo questo evento storico e straordinario con la benedizione papale e l’indulgenza plenaria”. Il vescovo Orazio Francesco Piazza, ieri sera per la celebrazione solenne nell’abbazia di San Martino al Cimino per gli ottocento anni dalla consacrazione alla presenza della principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj.
Celebrazione solenne nell’abbazia di San Martino al Cimino per gli ottocento anni dalla consacrazione – Il vescovo Orazio Francesco Piazza e la principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj
È un emozionato don Fabrizio Pacelli, parroco di San Martino al Cimino, ad accogliere e ringraziare tutti per la presenza, aprendo un anno straordinario per la frazione del comune di Viterbo. La celebrazione si è tenuta proprio ieri, nella giornata in cui la cristianità festeggia San Martino di Tours, a cui l’abbazia è intitolata.
Un anno che sarà ricco di iniziative ed eventi per celebrare gli ottocento anni dalla consacrazione dell’abbazia cistercense, avvenuta nel 1225, come ricorda l’iscrizione nella sala capitolare.
È stato lo stesso vescovo, Orazio Francesco Piazza, a ripercorrere la storia millenaria dell’abbazia, legata alla spiritualità ma anche al progetto urbanistico e sociale voluto dai Pamphilj.
Celebrazione solenne nell’abbazia di San Martino al Cimino per gli ottocento anni dalla consacrazione
“Se queste mura potessero parlare – ha esordito il vescovo Piazza – racconterebbero certamente la speranza e la bellezza.
Qui nasce una prospettiva di città, di comunità. Questo abbraccio di case diventa simbolo dell’esserci e del volerci essere gli uni per gli altri.
Insieme, in quel periodo, ci si sosteneva. Come diceva sant’Ireneo, ‘la pienezza della vita dell’uomo è il riverbero della gloria di Dio’.
Quale messaggio possiamo trarre oggi da quel passato? Questo luogo era un modello di vita, un modello di comunità.
Quei valori devono vivere nella nostra vita, oggi come ieri, e quel passato deve esserci d’ispirazione”.
Uno sguardo al passato che, però, non deve restare pura contemplazione.
Celebrazione solenne nell’abbazia di San Martino al Cimino per gli ottocento anni dalla consacrazione – Il vescovo Orazio Francesco Piazza
“Guardare il passato – ha proseguito Piazza – deve spingerci alla concretezza delle nostre azioni.
Martino, da vescovo, rimane ad abitare ai margini della povertà ma ricompone le fratture e le divisioni.
Non serve solo celebrarla, la memoria: dobbiamo riattualizzare quel messaggio.
Come le case di San Martino abbracciano la casa del Signore, dobbiamo metterci a lavorare con le mani in pasta affinché il lievito fermenti.
L’augurio più grande è che questo sia un anno speciale non solo per San Martino, ma per tutta la comunità ecclesiale”.
Alla celebrazione solenne, terminata con la benedizione papale e l’indulgenza plenaria, hanno partecipato, oltre al vescovo Piazza e ai numerosi sacerdoti della diocesi di Viterbo, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il vicario del prefetto Andrea Nino Caputo, il presidente della provincia Alessandro Romoli, Giulio Guarini in rappresentanza della rettrice dell’Università della Tuscia, il comandante della Scuola Marescialli dell’esercito generale di divisione Maurizio Taffuri, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Alfredo Antro, il commissario della polizia di stato Giovanni Coscetti (in rappresentanza del questore), gli assessori comunali Katia Scardozzi e Giancarlo Martinengo, e la principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj.
Celebrazione solenne nell’abbazia di San Martino al Cimino per gli ottocento anni dalla consacrazione – A sinistra la principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj
Il coro e la confraternita del Santissimo Sacramento – la stessa che a metà del Seicento commissionò lo splendido stendardo realizzato per il Giubileo del 1650 da Mattia Preti – hanno testimoniato, con la loro presenza numerosa, il ruolo di interpreti, testimoni e ambasciatori della storia e della cultura dell’abbazia.
Dalle 14 e per tutta la durata della celebrazione è stato presente lo stand di Poste Italiane per l’annullo filatelico straordinario, che resterà disponibile nell’ufficio postale di via Ascenzi per i prossimi sessanta giorni.
Irene Temperini
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