L’attivista denuncia l’omertà che troppo spesso circonda episodi di violenza sugli animali e chiede ai cittadini di assumersi la responsabilità di segnalare ogni informazione utile. Per Rizzi il problema è nazionale e richiede strumenti nuovi: “In Italia, visto l’aumento impressionante di violenze sugli animali, serve un albo per iscrivere tutti i responsabili di queste azioni criminali al fine di riconoscerne immediatamente la pericolosità sociale”.
Le sue parole arrivano dopo la presa di posizione di Enpa, che aveva definito i fatti “gravissimi” e invitato alla massima vigilanza. Ma Rizzi sposta l’attenzione sulla necessità di non voltarsi dall’altra parte, ricordando che in un paese piccolo come Vignanello è difficile pensare che nessuno abbia visto o sappia nulla.
Il suo appello punta così a riaccendere l’attenzione pubblica e a far emergere eventuali testimonianze, con un messaggio diretto: solo rompendo il silenzio si può fare giustizia per chi non ha voce.












