Viterbo – Gershwin contro la Sla, Viterbo sceglie la bellezza e l’impegno civile.
Ci sono concerti che restano dentro le mura di un teatro. E ci sono serate che diventano un gesto collettivo, un atto di resilienza.
La Rapsodia in blu eseguita sabato al teatro dell’Unione è stata questo: non solo musica, ma una dichiarazione d’amore alla vita che può offrire nuove occasioni anche quando tutto sembra perduto.
Tuscia in Jazz for Sla – La Rapsodia in blu eseguita al teatro dell’Unione
Il progetto Tuscia in Jazz for Sla, nato dalla capacità, dalla volontà e dal coraggio di Italo Leali, ha portato in scena un capolavoro senza tempo trasformandolo in qualcosa di più profondo: la bellezza come cura, l’arte come responsabilità, la musica come luogo in cui una comunità può riconoscersi, tanto più se per un fine elevato come la ricerca.
La Banda Musicale Alceo Cantiani, che di banda ha ormai solo il nome, perché è orchestra vera, matura, internazionale, ha incantato un teatro gremito e attentissimo.
Il maestro Fernando De Santis ha guidato i suoi musicisti con la sicurezza di chi ha costruito, nota dopo nota, anni di eccellenza. Non è retorica: è la storia di un’isola culturale cresciuta nel cuore della Tuscia, a Ronciglione, un patrimonio fatto di persone, studio, visione.
Tuscia in Jazz for Sla – Teatro Unione – Il maestro Alfredo De Santis
Al pianoforte, Alessandro Bravo ha dato voce a una Rapsodia luminosa ed elegante, intrecciando virtuosismo e intensità emotiva. Il dialogo tra solista e orchestra è stato un filo d’oro teso tra sinfonia e jazz, tra memoria e presente.
Il pubblico ha risposto in piedi, con un lungo applauso che non era solo omaggio alla bravura, ma alla sensazione rara di aver vissuto qualcosa che resta.
Tuscia in Jazz for Sla – Teatro Unione – Alessandra Ortenzi, Emanuele Aronne, Ernesto Bruziches, Francesco Laurenti e Anita Mattei
Ad aprire il concerto, sul palco, c’erano l’assessore Emanuele Aronne del comune di Viterbo, l’assessora Alessandra Ortenzi e il consigliere Francesco Laurenti del comune di Ronciglione: presenze istituzionali che hanno manifestato l’impegno a sostenere il Tuscia in Jazz for Sla anche nel futuro.
L’assessore Aronne ha indossato, direttamente sul palco, la felpa simbolo del Tuscia in jazz for Sla, un gesto semplice per dire che questa battaglia non è di uno solo, ma di tutti e che la cultura può essere anche una scelta politica.
Il momento più intenso della serata è stato quando il teatro si è raccolto attorno alla voce espressa tramite un comunicatore vocale, di Italo Leali.
Nel suo intervento, Italo ha dedicato la serata a due figure fondamentali: il padre Giampiero, che amava profondamente la Banda Cantiani, e Aldo Bassi, musicista straordinario e amico perduto troppo presto.
Tuscia in Jazz for Sla – Italo Leali
Ha reso omaggio al maestro De Santis, “che ha costruito un’isola culturale crescendo i suoi musicisti uno per uno” e ha ringraziato le istituzioni che rendono possibile il progetto.
Poi è arrivato il cuore dell’intervento, nudo e potente: “La Sla ti divora ogni giorno, ti porta a scegliere tra vivere attaccato alle macchine o morire. Io ho scelto di vivere. E Carlo Galeotti mi ha dato il coraggio di uscire allo scoperto”.
Italo, nel silenzio partecipe della sala, ha proseguito con forza: “Oggi, malgrado quello che vedete, sono felice. Perché questa campagna porta speranza a chi non ce l’ha. Io la mia battaglia personale l’ho vinta: la Sla non mi ha rinchiuso in casa e, anche se sono muto, posso ancora gridare che la vita è e resta meravigliosa”.
L’applauso che ha seguito queste parole aveva il senso di un abbraccio collettivo.
Tuscia in Jazz for Sla – Teatro Unione – La banda Alceo Cantiani di Ronciglione
Nel dopo serata, Italo ha confidato un pensiero semplice e immenso: quando la musica raggiunge questa intensità, non consola soltanto. Costruisce. Unisce. Rende più forte chi vive la fragilità e più consapevole chi vive la salute.
E il pubblico dell’Unione, sabato, ha respirato esattamente questo.
Ma nei concerti di Italo il valore è doppio.
Tuscia in Jazz for Sla al teatro Unione
“Al Tuscia in jazz for sla – afferma Italo -, al di là della ricerca contro la sla, la musica ha un ruolo centrale. Quello che proponiamo è sempre di qualità elevata. La banda Alceo Cantiani di Ronciglione è simbolo di questa qualità. Io la definirei più un’orchestra che cammina. Il maestro Fernando de Santis ha saputo creare un’isola culturale nel nostro territorio, un esempio da seguire e un orgoglio per la Tuscia. Non si è vincitori di un concorso internazionale a caso, ma è frutto di un lavoro ventennale. Quello che abbiamo sentito al teatro dell’Unione e la prova del ruolo fondamentale che hanno le bande musicali in Europa come le Big Band in America. Questa sera l’esecuzione della rapsodia in blu ha unito questi due mondi dimostrando l’attualità della musica di George Gershwin”.
Sono quindi occasioni da non perdere i concerti del Tuscia in jazz for Sla. Uniche ed irripetibili.
Il biglietto simbolico di sabato, devoluto interamente alla ricerca sulla Sla, per un totale di circa 2800 euro raccolti al netto delle tasse è il gesto concreto. Ma ciò che resta è il movimento che sta crescendo nella Tuscia: istituzioni, cittadini, musicisti, volontari. Una rete che si allarga e non lascia solo chi soffre.
Tuscia in Jazz for Sla – Teatro Unione – Alessandro Bravo
Il Tuscia in Jazz for Sla non è una rassegna di concerti. È un progetto di vita, cultura e speranza.
E sabato sera, al teatro dell’Unione, quella speranza aveva il colore profondo di Gershwin e degli altri autori rappresentati meravigliosamente dall’orchestra, aveva la voce limpida di una comunità che si sente in quel preciso momento comunità e sceglie la bellezza come forma di resilienza.
Ma Italo non si ferma ed è stata presentata sabato tutta la nuova programmazione, fino a settembre 2026, che si svolgerà a Viterbo, con grandi artisti che omaggeranno altri grandi artisti e gruppi musicali che ci hanno lasciato un’eredità di immenso valore artistico. Alcuni esempi: Pino Daniele, Fabrizio de André, Pink Floid, Gabriella Ferri, Chet Baker, Miles Davis, Duke Ellington, Buena Vista social club ed altri, fino al 5 settembre, per finire con Sergio Cammariere al teatro dell’Unione. Come sempre tutte le informazioni al sito web www.tusciainjazzforsla.it
Patrizia Prosperi
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