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Viterbo - Comune - Il capogruppo Ricci stigmatizza atteggiamenti poco consoni - A inizio seduta altro scontro sul pannello che "oscura" la minoranza

Alta tensione in commissione: Sanna interviene, la maggioranza sbuffa e la consigliera Pd abbandona i lavori

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Francesca Sanna fa notare un refuso sul regolamento in discussione, dalla maggioranza qualcuno sbuffa e la consigliera Pd lascia la commissione.


Viterbo - Commissione Affari Generali - Il pannello che "oscura" l'opposizione

Viterbo – Commissione Affari Generali – Il pannello che “oscura” l’opposizione


Alta tensione in prima (Affari generali), nel corso del dibattito. Anche se già prima d’iniziare c’è stato uno scambio di battute tra Sanna e Alessandra Croci (Viterbo 2020). Stavolta, per un pannello, spostato dalla sala Regia e posizionato proprio accanto al banco occupato dal gruppo Pd.

Perché proprio lì, si è domandata Sanna. Potevano metterlo nel lato opposto. Qualcuno vuole forse oscurare la minoranza?

Certamente no, ma che sia scarsamente sopportata, ieri a Sanna è apparso chiaro, quando ha visto il suo rilievo accolto non solo con scarso interesse, ma quasi con fastidio.

Tanto le è bastato per decidere d’uscire. Abbandonando i lavori della commissione. Stanca di un atteggiamento da parte della maggioranza, che poco parla e da oggi, ancor meno sopporta chi invece, i rilievi agli argomenti proposti li fa.

Tanto peggio per la maggioranza: “L’intervento della collega Francesca Sanna – ha spiegato il capogruppo Pd Alvaro Ricci – era assolutamente pertinente Infatti è stato rivisto il punto”. Ricci ha stigmatizzato atteggiamenti poco consoni all’intervento puntuale e preciso di Sanna, che aveva solo fatto notare un errore, formale.

La risposta è stata decisamente poco formale e ancor meno opportuna.

Tocca a Umberto Di Fusco (Viterbo 2020) riportare tutti sul motivo della seduta. “Al di là di qualcosa detto e al di à che ne sia stata recepita un’altra, vorrei riportare alla ragione per cui siamo qui”. Il regolamento di polizia urbana.

Il precedente risale al 1935, tranne qualche piccola modifica. “L’obiettivo – osserva Di Fusco – è fornire un riferimento normativo per fissare alcuni paletti. In particolare ci interessava chiudere una situazione a mio parere imbarazzante. Ovvero, usare ordinanze urgenti che urgenti non erano. Situazioni che si ripetevano negli anni in modo sistematico e nello stesso periodo”. Vedi provvedimenti anti bivacco o limitazione vendita bevande alcoliche. Fanno tutte due parte del regolamento stesso.

E chissà se fra i 40 articoli in discussione ce n’è uno per chi fa smorfie in commissione. Con relativa sanzione.

Giuseppe Ferlicca


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9 dicembre, 2025

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