Viterbo – Quasi 30 milioni per la viabilità e oltre 24 nelle scuole. Alessandro Romoli a fine mandato tira le somme dei suoi quattro anni da presidente della provincia.
Due numeri, fra i tanti, in attesa delle elezioni, il 21 dicembre, quando cederà il testimone a se stesso. Essendo candidato unico, sostenuto da tutti i gruppi politici la sua riconferma è scontata e sarà lieto, come ricordato nel bilancio di fine mandato, di prendere in mano dal suo predecessore, un ente in salute.
Viterbo – Provincia – Bilancio fine mandato Romoli
Seppure qualche problema ci sia, condiviso dalle altre province. “Da oltre 10 anni – ricorda Romoli – tutti i governi hanno parlato di superare l’attuale sistema elettivo, tornando a far votare i cittadini e ridare funzioni alle province”. A oggi, però rimane un ente di secondo livello. “Con il presidente che firma decreti e non delibere – sottolinea Romoli – come in tempi di guerra”.
La solidità della provincia, per Romoli parte da un dato: “La disponibilità di cassa pari a 24 milioni di euro, siamo puntuali nei pagamenti e abbiamo irregimentato tutto il contenzioso”. Mentre altre realtà in Italia si trovano in condizioni tutt’altro che floride.
Passando ai vari ambiti, su viabilità e strade, a fronte di 1200 chilometri di arterie gestite, in quattro anni sono stati investiti 29,8 milioni di euro.
“Di questi – spiega Romoli – 4,8 arrivano da fondi di bilancio, 4,1 da gestione aree interne”.
Sistemazione e messa in sicurezza dei ponti hanno visto investire 7,7 milioni, mentre 13,2 milioni sono arrivati dal ministero dei Trasporti. “Abbiamo toccato con interventi tutte le strade provinciali”.
Viterbo – Provincia – Bilancio fine mandato Romoli
Altro fronte, l’edilizia scolastica, con 24,4 milioni in lavori su 40 dei 43 edifici scolastici provinciali. A Viterbo, 5 sono andati per il Buratti e 4 al Ruffini. “Ma non abbiamo trascurato le altre strutture in provincia”. Passando per le nuove palestre a Nepi, Montalto di Castro, Acquapendente, Bassano Romano.
Sul fronte patrimonio, l’ente ha investito su palazzo Gentili, poi 900mila euro andranno all’ex questura. Passando dalla valorizzazione di siti quali Poggio Giudio, reso fruibile con Archeoares, Castel d’Asso, l’ex colonia a Tarquinia e quella aSan Martino. Poi palazzo Alessandri e la Sala Benedetti, tornando dalle parti di via Saffi.
Ma Romoli ha pure ricordato l’ex cantina di Bagnoregio, un obbrobrio che dopo tanto tempo è stato possibile demolire, palazzo Chigi Albani a Soriano nel Cimino e la concessione alla Finanza di spazi al Palazzaccio. La nascita dell’azienda speciale e poi le assunzioni, 65 unità.
L’elenco degli interventi in quattro anni è lungo. I consiglieri provinciali, intervenendo ne ricordano altri.
“Da questa esperienza – osserva Romoli – esco accresciuto, non solo nelle competenze amministrative, ma soprattutto in un rapporto con il territorio che mi ha fatto conoscere una Tuscia straordinaria.
Territorio che vive di capacità, iniziativa, volontariato nelle singole realtà e poi i sindaci. Tutti lavorano con vero spirito di servizio verso il territorio”.
Giuseppe Ferlicca
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