Viterbo – (b.b.) – La questione esplode a metà novembre. Quando alle famiglie dei nidi comunali “I cuccioli” e “Nido a colori” viene comunicato che la gestione dei servizi educativi sarà affidata a una nuova cooperativa. Una notizia “improvvisa e data senza alcun preavviso”, che comporta un cambiamento radicale: dopo le festività natalizie, i bambini troveranno in aula maestre ed educatrici diverse.
“Dopo le vacanze di Natale i nostri bimbi torneranno a scuola e avranno maestre diverse. È inaccettabile. A loro viene negata la continuità educativa, ma anche quella emotiva, fondamentale in questa fascia d’età”, spiegano Loredana Constantin, Adriano Mariani, Anna Petta, Simone Adriani, Eleonora Cutigni, Gabriele Frigola e Louciana Rodriguez.
“La comunicazione è arrivata dall’oggi al domani, in maniera del tutto inaspettata – prosegue il gruppo -. Ci siamo ritrovati a sapere che i nostri figli avrebbero cambiato le educatrici senza alcun percorso graduale. Per bambini così piccoli il legame umano è un punto di riferimento, l’asilo è una seconda casa. Un cambiamento netto rappresenta un trauma”.
Nelle settimane successive i genitori hanno chiesto incontri, chiarimenti e soluzioni al comune. Tra le proposte, quella di un periodo di affiancamento tra vecchi e nuovi educatori, così da garantire una transizione più delicata. “Alla riunione del 24 novembre – spiegano ancora -, ci è stato detto che non è possibile. Il contratto della cooperativa uscente scade il 22 dicembre, i nuovi non possono entrare prima e i vecchi non possono restare dopo. Risultato: nessun affiancamento, nessuna gradualità”.
Una situazione che, denunciano le famiglie, avrebbe potuto essere gestita diversamente, soprattutto nelle tempistiche. “Siamo stati messi davanti al fatto compiuto – prosegue il gruppo -. Nessuna comunicazione preventiva, nessun coinvolgimento. Solo un annuncio a decisioni già prese”.
I genitori hanno inviato anche una lettera formale al comune. “Gli asili nido non sono semplici servizi – sottolineano -. Sono luoghi di relazione, fiducia e continuità educativa. Interrompere questo percorso senza un piano condiviso rischia di compromettere il benessere dei bambini e la serenità delle famiglie”.
Da qui le richieste: apertura di un confronto trasparente con l’amministrazione comunale, garanzia di continuità educativa per i bambini già inseriti ed eventuale sospensione dell’efficacia dell’aggiudicazione almeno fino al termine dell’anno educativo in corso. “Chiediamo ascolto e buon senso – conclude il gruppo -. Non vogliamo polemiche, vogliamo proteggere i nostri figli. È un cambiamento troppo delicato per essere gestito così”.
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