Viterbo – “Cresce la fiducia, ma difendiamo i negozi di vicinato dalla desertificazione”, con queste parole il presidente di Confesercenti, Vincenzo Peparello, apre il dibattito sui consumi natalizi, con uno sguardo preciso sul futuro delle attività.
Da sinistra: Vincenzo Peparello e Virgilio Gay
“Lavoro, impresa e coesione sociale – sottolinea Peparello -, sono le tre parole da cui ripartire. In un momento ancora complesso per il nostro sistema economico, la crescita di circa due punti dell’occupazione è un dato che ci dà fiducia e genera ricadute positive, come l’incremento delle tredicesime. Per rimettere in moto i consumi in modo stabile bisogna però accelerare il recupero del potere d’acquisto, riducendo il peso fiscale e sostenendo la contrattazione di qualità”.
Il presidente di Confesercenti riflette poi su un altro concetto, quello della multicanalità: “La multicanalità è un fenomeno che si è consolidato da anni nella nostra società, con i consumatori che distribuiscono gli acquisti tra online e grande distribuzione. Tuttavia, nell’ultima settimana prima di Natale si assiste a un ritorno significativo al commercio fisico: il 62% degli italiani che deve ancora fare acquisti si rivolgerà a negozi e mercatini, una scelta dettata dal timore di ritardi nelle consegne e dalla maggiore garanzia offerta dal negozio di prossimità“.
Vincenzo Peparello
“Il rischio della desertificazione dei piccoli comuni e dei centri storici è un problema allarmante. Oltre un migliaio di comuni sono ormai privi di negozi alimentari di base e milioni di abitanti non hanno più accesso a un forno o a un’edicola. Questa tendenza impoverisce il tessuto sociale; per questo chiediamo che il governo inserisca la tutela del lavoro e delle imprese di prossimità come priorità assoluta nella sua agenda”, prosegue Peparello.
Tuttavia, i consumi legati alle tradizioni celano dei segnali positivi: “Nonostante le difficoltà, emerge un quadro di cauto ottimismo. La maggior parte delle persone prevede di consumare un pranzo tradizionale, privilegiando prodotti tipici e di qualità. Questo valorizza la cucina italiana, intesa come un rito che unisce famiglia e tradizioni, portando i cittadini a riscoprire il valore dei negozi sotto casa come elementi fondamentali per l’economia e la coesione del paese”.
Antonio Castello
Presenti al dibattito, avvenuto allo spazio attivo Lazio Innova, anche il direttore di Euroasiatica News Carlo Marino, il drettore di ItaliaNews Giovanni Bosi, la co-fondatrice di SharryLand Maria Cristina Leardini e lo scrittore e giornalista Antonio Castello. A condurre l’incontro, l’esperto di marketing territoriale Virgilio Gay.
Sulla forza del modello produttivo nazionale interviene Carlo Marino, direttore di Euroasiatica News: “Parlare della gastronomia italiana nel mondo richiederebbe volumi interi; comprendere la nostra cucina è comprendere un modello quasi perfetto, un’eccellenza che dobbiamo imparare a sfruttare al massimo”.
Ma la cucina vive anche di eventi, come evidenziato da Antonio Castello: “La sagra è un viaggio attraverso i sapori del territorio, dal fieno di Canepina all’olio di Canino fino alle nocciole dei Cimini; è una storia culinaria tramandata dagli Etruschi, che usavano il finocchio per equilibrare i sapori forti delle carni”.
Giovanni Bosi
La palla passa quindi a Giovanni Bosi: “Raccontare la storia di un territorio significa dargli un senso, una forma e una precisa collocazione sociale e temporale. Il territorio non si vende, si interpreta. Ognuno ha le proprie risorse, la differenza sta nella chiarezza della storia. In alcuni la storia è chiara e delineata, in altri ancora tutta da scoprire. Il territorio viterbese ha una potenzialità enorme su diversi punti. Dai borghi medievali alle vie dell’acqua, la Tuscia va raccontata al massimo delle sue potenzialità. Conoscere il territorio non basta, serve una competenza tematica e più specifica”.
In conclusione, l’intervento di Maria Cristina Leardini: “Come realtà che ha sviluppato la piattaforma digitale per Expo Tuscia, ho presentato il progetto di una “mappa delle meraviglie” nazionale. Il mio obiettivo è creare una rete solida che metta finalmente in contatto operatori, produttori e visitatori, superando la frammentazione che ha caratterizzato il passato. Abbiamo creato un’infrastruttura digitale potente per mettere in rete tutto ciò che le piccole realtà del territorio possono offrire, da una degustazione a un laboratorio culinario, valorizzando ogni singola eccellenza”.
Luca Trucca
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