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Viterbo - Francesco Cardarelli del centro studi Santa Rosa alla presentazione ieri delll’iniziativa per rendere accessibile anche a sordi e non vedenti la mostra sulla patrona

“Nel 2033 festeggeremo gli 800 anni della nascita di santa Rosa e… aspettiamo papa Leone”

di Irene Temperini
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Viterbo – “Diamo appuntamento al 2033 quando festeggeremo gli 800 anni della nascita di Rosa. E aspettiamo papa Leone”. Francesco Cardarelli del centro studi Santa Rosa alla presentazione ieri dell’iniziativa per rendere accessibile anche a sordi e non vedenti la mostra “Omaggio a santa Rosa. Il viaggio dei papi a Viterbo nei tempi moderni”.

Luigi Vetrani, Paola Pogliani, Francesco Cardarelli e Anna Proietti Paganucci

Luigi Vetrani, Paola Pogliani, Francesco Cardarelli e Anna Proietti Paganucci


Sono state realizzate infatti in collaborazione con la società Hubstract di Viterbo storie accessibili a tutti con parlato in lingua italiana sottotitolato e video Lis.

La voce narrante è proprio il monastero di Santa Rosa che racconta in prima persona il rapporto fra i papi e la santa.

Attilio Bartoli Langeli

Attilio Bartoli Langeli


È Attilio Bartoli Langeli, presidente del centro studi santa Rosa, a introdurre l’incontro, salutando i presenti e chiarendo gli scopi culturali della fondazione, tra cui appunto organizzare le mostre.

Paola Pogliani

Paola Pogliani


“La mostra sui papi a Viterbo è stata inaugurata il 3 luglio – ha raccontato Paola Pogliani, dell’Università della Tuscia -, e ha un formato interdisciplinare perché sono esposti diversi tipi di contenuti, non solo documenti. Molti degli oggetti esposti, lo sono per la prima volta. Questa mostra si deve alla volontà di approfondimento di suor Francesca Pizzaia”.

Suor Francesca che insieme a suor Elpidia d’Antonio e alle clarisse urbaniste guidate da Carmela Salvati, custodiscono il corpo e il cuore di Santa Rosa e promuovono la conoscenza della patrona di Viterbo.

Francesco Cardarelli

Francesco Cardarelli


È Francesco Cardarelli, del centro studi Santa Rosa, a proseguire: “La mostra sarà aperta per altri sei mesi. Abbiamo raccontato le visite e l’interessamento dei papi a santa Rosa. La scelta è caduta sui papi di cui abbiamo fonti certe e documentate. Tra loro Alessandro IV che fece traslare il corpo di Rosa e Gregorio XIII che nel martirologio romano del 1583 inserì il 4 settembre per la prima volta ‘santa Rosa da Viterbo’.

Importante è stato anche Benedetto XV che su richiesta di Armida Barelli ha dichiarato santa Rosa patrona dell’azione cattolica femminile.

Papa Francesco – ha concluso Cardarelli-, non è riuscito a venire ad omaggiare Rosa, ma ne ha dato una bellissima definizione: ‘una santa agitata dallo spirito santo, come una lampada che propaga la sua luce in tutta la casa’. Diamo appuntamento al 2033 quando ci sarà il giubileo e soprattutto festeggeremo gli 800 anni della nascita di Rosa. E aspettiamo papa Leone”.

Anna Proietti Paganucci

Anna Proietti Paganucci


È Anna Proietti Paganucci, sempre del centro studi Santa Rosa, a raccontare il lavoro che ha portato alla mostra: “È stato un lavoro certosino. Le fonti sono di diverso genere. Le epigrafi non sono esposte, sono nel parlatorio. Interessanti sono le cronache in cui le suore hanno raccontato il loro stato d’animo. Come quella fatta in occasione della visita di papa Pio VI. La cronaca di una visita molto sentita è quella che ha visto protagonista san Giovanni Paolo II, con le suore particolarmente emozionate.

Tra gli oggetti in mostra il calice di Gregorio XVI, tutto ciò che è servito per celebrare la messa di Pio IX, e la stola e lo zucchetto di Giovanni Paolo II.

Ci sono poi i carteggi, come quello di Benedetto XV, in cui il papa ha acconsentito all’esportazione del cuore, che dal 1921 infatti viene portato in processione il 2 settembre.

Uno dei carteggi più antichi riguarda il 1252 quando papa Innocenzo IV ha dato il via al primo processo di canonizzazione. Si racconta anche di altri papi, ma abbiamo voluto fare una scelta precisa supportata dalle fonti”.

A concludere è Luigi Vetrani per la società Hubstract, che ha realizzato il progetto di accessibilità della mostra.

Luigi Vetrani

Luigi Vetrani


“Quando si deve comunicare qualcosa, in questo caso una mostra, si deve conoscere bene l’ambiente – ha detto Vetrani -, in questo caso la luce la cura e il calore dell’allestimento.
In tal senso abbiamo lavorato bene, soprattutto grazie a Paola Pogliani. Abbiamo deciso di far parlare il monastero in prima persona. Abbiamo raccontato otto storie per nove papi. C’è un QR code che permette la fruizione a sordi e non vedenti”.

Ci sono altri sei mesi di tempo per visitare una mostra che racconta l’omaggio dei papi a santa Rosa, e che da oggi si arricchisce di uno strumento importante per poter essere fruita e apprezzata da tutti.

Irene Temperini


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20 dicembre, 2025

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