– “Sua Santità è profondamente colpito dal grido di sofferenza e di angoscia di tante persone e delle loro famiglie”.
Papa Francesco scrive agli operai di Civita Castellana che rischiano di perdere il posto di lavoro e invia un messaggio di speranza: “Desidera rivolgere una parola di conforto e di spirituale vicinanza, assicurando un affettuoso e orante ricordo e mentre affida ciascuno alla materna intercessione della Vergine Maria, imparte la benedizione apostolica, pegno di ogni desiderato bene.
La lettera, recapitata al vescovo della diocesi di Civita Castellana Romano Rossi è scritta da Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana ed è in risposta a una missiva che i lavoratori avevano inviato al Papa, sempre tramite il vescovo.
“Il Sommo Pontefice – così si chiude la lettera – non mancherà di cogliere le opportune circostanze per ribadire che al centro va sempre posto l’uomo e non il profitto”
La lettera di Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana
Eccellenza reverendissima,
il santo padre ha preso visione della recente lettera, con la quale i rappresentati degli operai ceramisti del distretto di Civita Castellana, per il cortese tramite di vostra eccellenza, gli hanno confidato la loro drammatica situazione lavorativa, chiedendo il sostegno della sua preghiera.
Sua santità, profondamente colpito dal grido di sofferenza e di angoscia di tante persone e delle loro famiglie, desidera rivolgere una parola di vivo conforto e di spirituale vicinanza, assicurando un affettuoso e onorante ricordo e, mentre affida ciascuno alla materna intercessione della vergine Maria, di cuore imparte la benedizione apostolica, pegno di ogni desiderato bene.
Nell’assicurare che il sommo pontefice non mancherà di cogliere le opportune circostanze per ribadire che al centro va sempre posto l’uomo e non il profitto, mi confermo con sensi di distinto ossequi dell’eccellenza vostra reverendissima.
Angelo Becciu
La nota ufficiale della DIOCESI DI CIVITA CASTELLANA
Crisi del distretto ceramico di Civita Castellana
In crisi 65 aziende ceramiche su 72. Sono 393 i dipendenti in cassa integrazione ordinaria, 800 in straordinaria, 612 in deroga, 80 in straordinaria per licenziamento. E ancora: 80 dipendenti in contratto di solidarietà, 506 in mobilità e 615 precari licenziati. In pratica, sono coinvolti 2586 dipendenti su un totale di 3192. La situazione è molto tesa, ormai ha raggiunto livelli molto seri, numerosi gli operai che rischiano il licenziamento e non s’intravedono, almeno per il momento, spiragli di apertura.
I lavoratori hanno scritto a Papa Francesco
“Chiediamo a Lei, Santità, di tenderci la mano in un modo semplice: parli di noi, in modo che tutti sappiano e si possano adoperare in maniera fattiva a non farci licenziare… In questi giorni 120 padri di famiglia stanno rischiando di perdere il posto di lavoro. Se ciò accadesse sarebbe un ulteriore dramma per la nostra comunità, che sta pagando già un prezzo altissimo in termini di occupazione per la crisi nel settore della ceramica. Sappiamo che ci aspettano giorni durissimi e un futuro incerto: siamo pronti ad affrontare con dignità e onestà ogni sacrificio che ci troveremo davanti, come abbiamo sempre fatto nel corso della nostra vita per dare un futuro sereno ai nostri figli e alle famiglie. Il nostro è un lavoro duro che affrontiamo con dignità e grande sacrificio”.
Con queste parole 120 lavoratori del distretto ceramico di Civita Castellana, hanno scritto in una lettera a Papa Francesco, consegnata al vescovo della diocesi Mons. Romano Rossi. Si tratta di operai delle aziende ceramiche Catalano e Flaminia, che hanno annunciato i licenziamenti. Gli operai sperano in una parola di Papa Francesco che possa cambiare le loro sorti future.
Papa Francesco risponde tramite il Sostituto della Segreteria di Stato Mons. Angelo Becciu
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