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Viterbo - Così Orazio Francesco Piazza all'iniziativa "Un caffè con il vescovo", l'incontro di inizio anno con la stampa

“Ho deciso di dedicare tutta la mia vita a questo territorio”

di Luca Trucca
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Viterbo – “Ho deciso di dedicare tutta la mia vita a questo territorio”. Così Orazio Francesco Piazza all’iniziativa “Un caffè con il vescovo”, l’incontro di inizio anno con la stampa.

Il vescovo Orazio Francesco Piazza

Il vescovo Orazio Francesco Piazza


Un passaggio di mentalità per rilanciare il territorio, partendo dalla sinergia tra istituzioni e realtà ecclesiastiche. È questo il cuore delle recenti dichiarazioni del vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza, che ha tracciato un bilancio dell’attività diocesana e analizzato le criticità della provincia.

L’esperienza giubilare è stata definita dal vescovo come un momento di forte coesione: “Tante attività si sono incrociate creando una sinergia importante, tutte con il massimo rispetto reciproco. Vogliamo passare da una chiesa di servizi a una chiesa di esperienze. La “tenda” del giubileo è stata un successo, verrà riproposta durante il periodo pasquale”.

Un’attenzione particolare è rivolta al mondo della scuola. “Il tema dei giovani è un tema delicatissimo. L’idea è quella di incontrare tutti i licei della città, sono realtà dove la nostra presenza è importante ma, anche a causa della grandezza del territorio, questi incontri vanno organizzati”.

Un altro punto toccato dal vescovo è quello delle nuove povertà: “Le povertà sono diffuse e invisibili, ecco perché una collaborazione tra i sindaci e gli ecclesiastici è fondamentale. Sul territorio ci stiamo muovendo in sinergia con i sindaci, lo dimostra la nascita dell’osservatorio. Le politiche sociali si occupano della povertà, le parrocchie anche, viene naturale unirsi per creare una rete che può intervenire sui bisogni ecclesiastici e sociali. Povertà non significa degrado, ci dovrebbe far aprire gli occhi sull’andamento della società che crea questo dislivello difficile da sopperire. La povertà può degradare, persino diventare miseria, ma questo accade se la società non interviene”.

Il vescovo Orazio Francesco Piazza

Il vescovo Orazio Francesco Piazza


L’analisi si è poi fatta più cruda nel toccare temi economici e di salute pubblica, oltre ai “vizi” che minano la stabilità sociale: “Uno dei problemi più importanti – secondo Piazza – sul nostro territorio, dal punto di vista economico, è quello del gioco d’azzardo. Se ne parla poco ma è un fattore maledettamente nocivo, il fatturato di questo mondo a Viterbo è altissimo. Capita anche che, alla Caritas, vengano persone non a chiedere cibo ma a richiedere soldi che, evidentemente, non verrebbero utilizzati per beni primari. Un territorio così bello e significativo come il nostro non può essere così in basso, a livello nazionale, sulla qualità della vita. Serve fare di più, da parte di tutti”.

In conclusione, Piazza ha dedicato una riflessione alla figura di San Lorenzo, patrono della città, e al suo legame con la comunità: “Il mio “sogno del vescovo” è quello di celebrare San Lorenzo. La cattedrale è intitolata a lui, è il nostro patrono, un patrono che i viterbesi stanno man mano dimenticando. Riaccendiamo questo legame tra la cattedrale e il suo proprietario. I tanti suicidi sul territorio sono un fattore che mi angoscia, serve ritrovare stabilità e serenità. Questo è un territorio dove ho deciso di dare tutto il senso della mia vita”.

Luca Trucca


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8 gennaio, 2026

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