Viterbo – (sil.co.) – Bocciato dal Tar del Lazio il ricordo di una automobilista sorpresa ubriaca alla guida dai carabinieri, dopo avere dato in escandescenze all’interno di un bar dove aveva bevuto numerosi drink alcolici.
La donna aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza con cui, il 12 ottobre 2022, la prefettura di Viterbo le aveva sospeso la patente per sei mesi, disponendo che si sottoponesse anche a visita medica per l’accertamento del possesso dei requisiti psichici e fisici previsti dalla legge.
I fatti risalgono al 26 settembre di quattro anni fa, quando i carabinieri sono intervenuti presso un bar in seguito alla segnalazione di disturbi arrecati da una donna in stato di ebbrezza che, dopo essere stata allontanata dal luogo, si è messa alla guida della propria auto, rifiutandosi, in seguito al controllo, di sottoporsi all’accertamento del tasso alcolemico con etilometro.
I giudici amministrativi, lo scorso 9 gennaio, hanno giudicato inammissibile il ricorso dell’automobilista, la quale peraltro ha anche sporto querela nei confronti dei carabinieri per omissione di atti d’ufficio e falso in atto pubblico.
“Pur volendo, in ipotesi, ritenere che i carabinieri abbiano suggerito alla ricorrente di accomodarsi all’interno della propria autovettura – si legge nella sentenza – è pacifico, come ammesso dalla medesima ricorrente, che ella di sua iniziativa si sia messa alla guida del veicolo dopo una ‘protratta assunzione di bevande alcoliche’, con la conseguenza che l’ordinanza prefettizia, fondata su tale specifica circostanza, è immune da vizi di legittimità”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY