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Viterbo - Il primo fondatore della ditta Ber il secondo detto “lo sceriffo” - Entrambi scomparsi nell’ultimo anno - Oggi alle 18 accensione e benedizione del fuoco dedicato a Sant’Antonio Abate

Il focarone della Quercia dedicato ad Angelo Rocchetti e a Mario Diviziani

di Irene Temperini
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Il focarone della Quercia

Il focarone della Quercia

Il focarone della Quercia

Il focarone della Quercia

Viterbo – Il focarone della Quercia quest’anno è dedicato ad Angelo Rocchetti, fondatore della ditta Ber, e a Mario Diviziani, “lo sceriffo”, scomparsi nell’ultimo anno.

Oggi alle 18, nel giorno dedicato a Sant’Antonio Abate, si rinnova anche a La Quercia la tradizione del fuoco, che sarà acceso e benedetto. Come ogni anno, ci saranno delle dediche speciali. Quest’anno il fuoco è dedicato a due querciaioli scomparsi lo scorso anno, Angelo Rocchetti, fondatore della ditta Ber, e Mario Diviziani, soprannominato “lo sceriffo”, storico dipendente della stessa azienda. Dalle 19 l’associazione Villaggio Querciaiolo, promotore dell’iniziativa organizzata con la famiglia Manca, aprirà lo stand gastronomico dove si potrà cenare a base di carne alla brace. Una serata di condivisione dove la luce e il calore del fuoco sarà il centro.

Molti sono i borghi e le parrocchie dove si festeggerà con il fuoco Sant’Antonio Abate, sia a Viterbo che in provincia, oltre al Focarone di Bagnaia e a quello della Quercia, in questa serata particolare dal sapore ancestrale che riporta ad antichi usi e tradizioni.

Irene Temperini


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16 gennaio, 2026

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