Viterbo – “Governare poi non significa rimuovere le fragilità ma governarle”, Roberto Garofoli ieri alla presentazione del libro Governare la fragilità, edizioni Mondadori, alla biblioteca consorziale il primo incontro della nuova stagione “ la biblioteca incontra”
Un’analisi delle debolezze strutturali del sistema Italia attraverso il libro di Bernardo Mattarella e Roberto Garofoli ieri presentato dagli stessi autori presso la sede della biblioteca consorziale.
Ha preso il via nel pomeriggio di ieri presso la sede della biblioteca consorziale di viale Trento la nuova stagione de “La Biblioteca Incontra”. Il primo appuntamento è stato dedicato alla presentazione del libro “Governare la fragilità”, scritto a quattro mani da Bernardo Mattarella e Roberto Garofoli, due tra i più autorevoli giuristi italiani.
Biblioteca – Presentazione del libro Governare la fragilità – Bernardo Mattarella, Elisabetta Morlino e Roberto Garofoli
L’incontro, a cura di Elisabetta Morlino, professoressa universitaria ed esperta di diritto pubblico internazionale, ha rappresentato l’occasione per riflettere sulle fragilità strutturali del nostro Paese e sulle possibili strategie per affrontarle, alla presenza di un pubblico numeroso e qualificato.
Presenti tra gli altri, il vicesindaco Alfonso Antoniozzi, l’assessore Emanuele Aronne, il questore Luigi Silipo, il prefetto Sergio Pomponio, il procuratore della Repubblica Mario Palazzi, il colonnello Alfredo Antro comandante provinciale dei Carabinieri, l’ingegnere Mauro Caprarelli comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, il direttore generale della Asl Egisto Bianconi, il sindaco del comune di Capranica Pietro Nocchi, il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, oltre a rappresentanti dell’Università della Tuscia e dei sindacati Uil e Cisl.
Paolo Pelliccia, commissario straordinario del consorzio, ha aperto l’incontro ringraziando cittadini e pubblico per la loro generosità nell’essere sempre vicini e presenti alla vita culturale della città. Con una nota ironica ma significativa, si è auto-assegnato il “premio generosità 2026”, sollevando al contempo le istituzioni dall’onere di essere egualmente attenti e di sostegno alla cultura.
Biblioteca – Presentazione del libro Governare la fragilità – Bernardo Mattarella
Ma chi sono gli autori? Bernardo Mattarella è giurista, figlio del presidente della repubblica, Sergio Mattarella, docente di diritto amministrativo alla Luiss Guido Carli dove è direttore del corso di laurea in Giurisprudenza. Ha lavorato presso la corte costituzionale e presso l’ufficio legislativo di vari ministeri.
Biblioteca – Presentazione del libro Governare la fragilità – Roberto Garofoli
Roberto Garofoli, giurista e presidente di sezione del consiglio di Stato, è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante il governo Draghi. Entrambi sono riconosciuti per la loro profonda competenza nella conoscenza delle dinamiche amministrative e legislative italiane.
Di che tipo di fragilità si parla? Non delle persone, almeno non direttamente, bensì del nostro paese nel governare problematiche aperte e complesse: la sicurezza nazionale, la competitività economica, i livelli di benessere della popolazione. Problemi che si sono formati nel tempo e che richiedono tempo per essere risolti, come afferma Bernardo Giorgio Mattarella, questioni che forse abbiamo trascurato perché distratti da emergenze più immediate e apparentemente urgenti.
Oltre al tema della difesa, che al momento appare prioritario nell’agenda pubblica, gli autori analizzano questioni altrettanto cruciali: l’approvvigionamento delle materie prime e la sicurezza energetica. Debolezze del sistema italiano rispetto agli altri Paesi che sono diventate improvvisamente urgenti. Insieme a questi nodi, viene esaminata la validità del sistema amministrativo nel suo complesso.
La dipendenza energetica e dalle materie prime pone interrogativi inquietanti: riusciremo ancora a importarle? Non poter contare su risorse strategiche significa mettere in crisi l’intero sistema economico nazionale. Accanto a questo, il libro affronta l’esigenza di integrazione nella difesa europea, le criticità del sistema di istruzione con il basso numero di laureati, lo stato della rete idrica e molte altre questioni interconnesse.
Il cuore del problema: la mancanza di strategia
Il vero problema, come sottolineato durante l’incontro, sembra essere proprio porsi il problema delle fragilità e avere una strategia. Come afferma Roberto Garofoli, si tratta di una questione tecnica. Ma avere un documento sulla sicurezza è strategia tecnica o politica? Perché si vive sull’emergenza e manca la strategia di lungo periodo?
Il libro è una campanella, per risvegliare l’attenzione su questioni importanti che vivono oggi una situazione di fragilità, cioè potrebbero rompersi, hanno spiegato gli autori. Abbiamo punti di debolezza, le fragilità appunto, ma anche, come afferma Mattarella, punti di forza come un sistema sanitario universalistico e quello scolastico.
Ma allora quale è il problema? Sembrerebbe, dalla presentazione di ieri, la sostanziale tenuta, anche in considerazione del grande cambiamento che c’è stato negli ultimi anni. Gli Stati, come afferma Garofoli, sono in competizione e bisogna quindi conquistarsi degli spazi di autonomia strategica. La strategia attraversa i vari settori toccati e sembra essere il cuore del problema, la fragilità essa stessa del sistema.
Biblioteca – Presentazione del libro Governare la fragilità
Come risolvere questi problemi? Gli autori sono chiari: non esistono soluzioni immediate. Serve una prospettiva di lungo termine e una strategia complessiva. Certamente occorrono risorse, quindi una revisione attenta della spesa pubblica e maggiore attenzione alle entrate, a partire dal contrasto all’evasione fiscale.
“Abbiamo una struttura adeguata?”, la domanda è ritornata più volte durante l’incontro. Un grande invito quindi, con il libro “Governare la fragilità”, all’introspezione da parte di chi governa i vari sistemi e il paese. Garofoli, anche a seguito della sua esperienza di governo, afferma che in uno spirito non di denuncia ma di proposta alcuni nodi vanno sciolti, citando ad esempio la necessità di rivedere la struttura del Mef.
Tutto ciò non sottovalutando che il ministro, qualsiasi ministro, ha un ruolo complicato e oneroso ed è difficile trovare modo e spazi per intervenire su questi aspetti strutturali. “Io l’ho capito strada facendo, in questo anno di presentazioni dall’uscita del libro, il significato del titolo, “governare le fragilità””, ha detto Roberto Garofoli. Tutto ciò a significare che si tratta di materia complessa ma anche in continua evoluzione. Certamente non è u -, e vanno affrontati in questo ambito, altri come la difesa europei e altri ancora proprio non si risolvono come la questione demografica che è un problema di tutti i continenti tranne l’Africa e comporta un invecchiamento della popolazione, conseguenze in termini previdenziali, in termini sanitari”.
“Governare poi – tiene a precisare Roberto Garofoli – non significa rimuovere le fragilità ma governarle. Ci sono fragilità che non si possono cancellare ma che vanno gestite. Una tra tutte è quella del tragico declino demografico. In 15 anni sono diminuiti 200.000 nuovi nati, passando da 570.000 a 370.000, un declino inarrestabile tale da far dire all’imprenditore Elon Musk che l’Italia è un Paese in estinzione. Il problema certamente non riguarda solo l’Italia e gli Stati Uniti non stanno tanto meglio ma il nostro paese è il quartultimo come tasso di sostituzione demografica”.
Emerge quindi un problema inquietante: i più fragili tra i fragili sono proprio le istituzioni? La mancanza di una strategia complessiva è essa stessa una fragilità del sistema?
Fragilità diverse quindi che potrebbero sembrare sconnesse tra loro, ma che sono unite da un filo rosso: tutte richiedono di essere gestite e tutte hanno bisogno di strategia. Non ci sono indicazioni precise, non ci sono risposte immediate, c’è la volontà di analizzare i punti critici e porli all’attenzione, questione ormai diventata vitale.
Patrizia Prosperi
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