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Caprarola - Le parole del sindaco Eugenio Stelliferi durante il congresso nazionale dell'Anrp alle Scuderie Farnese

“Sbarchi in Sicilia, guerra e disperazione ci rendono tutti uguali”

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Eugenio Stelliferi

Eugenio Stelliferi

– Si è svolto nella mattina di venerdì 11 ottobre a Caprarola, presso le scuderie di Palazzo Farnese, il ventisettesimo congresso nazionale dell’Anrp, Associazione nazionale reduci dalla prigionia e dell’internamento dalla guerra di Liberazione e dei loro familiari, con sede a Roma in Via Labicana.

Il congresso, dal titolo “8 settembre 1943. Memoria, responsabilità e futuro”, si è svolto sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica e, moderati da Anna Maria Isastia, sono intervenuti Luciano Zani, Giovanni Bechelloni, Enrica Tedeschi, Milly Buonanno e Lauro Rossi. A fare gli onori di casa il sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi.

“Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Resistenza e della guerra di Liberazione – ha esordito il primo cittadino – nonché della deportazione e dell’internamento degli italiani nei lager nazisti, iniziata l’8 settembre 1943 con l’annuncio dell’armistizio di Cassibile, quando iniziò l’invasione tedesca del territorio nazionale. L’evento di oggi è per l’Anrp e per tutti noi un momento significativo per ricordare quella parte di storia così dolorosa e importante per il nostro Paese.

Dopo quasi due anni di combattimenti le ostilità cessarono formalmente il 29 aprile 1945 con la resa incondizionata dell’esercito tedesco. L’Italia è un paese liberato ma la guerra è costata caduti, molti mutilati ed ha devastato intere famiglie con immani rinunce sia per i militari che per la popolazione.

Vorrei contestualizzare e paragonare due diversi eventi storici – ha proseguito Stelliferi – due diversi sbarchi: quello degli americani in Sicilia avvenuto esattamente settant’anni fa, che diede il via alla Liberazione, e quello che si è verificato sempre in Sicilia, sull’isola di Lampedusa il 3 ottobre scorso. Sono due sbarchi molto diversi, l’uno di forze e truppe armate l’altro di persone disperate che scappano dai loro Paesi spinte da una sola speranza: sopravvivere. E’ la guerra ciò che accomuna questi due eventi. E la guerra ci rende tutti uguali. Nella disperazione non c’è differenza che si tratti di soldati, donne, bambini, migranti”.

Quindi  – ha concluso – l’impegno dell’Anrp è forse oggi ancora più importante perché ci rammenta l’orrore di fatti che non dovrebbero più ripetersi. Nel titolo della giornata vi sono delle parole importanti che sono la chiave per un futuro di pace: memoria, responsabilità e futuro.

L’Anrp persegue l’importante obiettivo di ricordarci la nostra storia affinché non venga dimenticata e non torni a ripetersi di nuovo. Ringrazio quindi l’Anrp per l’impegno profuso, sperando che continui ad insegnare a tutti noi ma soprattutto alle nuove generazioni il sacrificio di quanti sono caduti per renderli uomini e cittadini liberi”.


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11 ottobre, 2013

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